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Promessi 4 milioni per l’ATM, ma degli stipendi non c’è traccia

Un tabellone dell'ATM, simbolo di un'azienda al collasso

Gli ultimi tre bilanci aziendali sono pronti, l’assessore regionale ai Trasporti Nino Bartolotta promette altri 4 milioni di euro, ma degli stipendi dei lavoratori dell’ATM non si hanno notizie. L’ultimo erogato, quello di agosto, è stato pagato il 4 novembre e non ci sono garanzie sugli altri.

Orsa, Ugl, Cub e Faisa vanno avanti verso la proclamazione dello sciopero, che sarà confermato durante l’assemblea fissata per martedì prossimo alle 11, alla quale è stato invitato anche il sindaco accorinti.
“Accogliamo con favore la notizia dell’accordo che sarebbe stato sottoscritto tra Regione e ATM per il tanto atteso sblocco dei contributi regionali per gli ultimi due anni -dichiarano i sindacati autonomi- e la riteniamo anche un risultato delle nostre lotte e denunce.
Tuttavia, è ancora da definire l’uso che si intende fare di tali risorse e i tempi in cui queste giungeranno nelle disponibilità reali dell’azienda”.
Durante l’incontro di oggi, propedeutico alla procedura di sciopero proclamato da Orsa, Ugl, Cub e Faisa, nessuna garanzia è stata fornita dai vertici aziendali sul pagamento degli stipendi arretrati, nonostante sia stata data informativa sull’accordo che vedrebbe nel biennio 2012-13 la disponibilità della Regione a saldare all’ATM di Messina 4 milioni di euro per i contributi chilometrici dovuti”.
“Al contrario -sottolinea Michele Barresi, delegato regionale Orsa Trasporti- ad oggi l’unico dato certo è la mancata firma della delibera del dodicesimo di novembre, ancora inspiegabilmente ferma alla Ragioneria Generale, mentre nessuna garanzia, nonostante le richieste sindacali, è stata fornita circa l’impiego di tali risorse regionali per il saldo degli stipendi ai dipendenti”.
Sindacati e lavoratori chiedono
ad Accorinti di intervenire all’assemblea di martedì prossimo e di “spiegare come e quando saranno disponibili i 4 milioni promessi dalla Regione e quali programmi siano in cantiere per risanare l’azienda. Chiediamo anche la certezza del saldo di tutte le mensilità arretrate e una seria riorganizzazione della forza lavoro. Dagli esiti di tale confronto ci riserveremo di proclamare o meno lo sciopero già programmato e ogni eventuale futura azione di protesta”.

A partecipare al tavolo tecnico cui fanno riferimento i sindacati convocato da Bartolotta per definire la strada da percorrere in attesa che la magistratura si pronunci sul contenzioso tra la Regione e la partecipata, l’assessore ai Trasporti del Comune di Messina Gaetano Cacciola, il dirigente regionale Infrastrutture Giovanni Arnone, il commissario straordinario ATM Domenico  Manna, il dirigente il Servizio 1 Mobilità e trasporti Vincenzo Pacetto e l’avvocato Privitera del Collegio di difesa ATM.

A fare un quadro chiaro sulle difficoltà dell’azienda, determinate dal blocco dei contributi regionali dalla fine del 2011, è stato l’assessore Cacciola. Da due anni la Regione non dà più un euro ritenendo di aver pagato, sulla base di una perizia di parte, 17 milioni in più del dovuto tra il 2003 ed il 2007. Il processo è in corso e si è ancora a primo grado di giudizio.

Alla fine, si è deciso di far deliberare alla Giunta un’assunzione di garanzia fino alla concorrenza della somma che la Regione pretende dall’ATM. Di contro, da Palermo arriveranno 4 milioni per coprire gli ultimi due anni, cui dovrebbero aggiungersi 651 mila euro per gli oneri derivanti dall’applicazione del Contratto Nazionale di Lavoro per il 2010.

Ancora una volta quindi ben poco di concreto. Solo la promessa di fare qualcosa, ma senza la certezza di una data o dei tempi entro i quali si prevede di chiudere l’intera operazione.