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Profughi, c’è l’ordinanza per Le Dune. Primi trasferimenti in Lazio

I profughi davanti alla Prefettura

Pronta l’ordinanza sindacale di requisizione del villaggio turistico Le Dune per trasferire i profughi attualmente ospitati al PalaNebiolo.

Il documento è stato firmato dal sindaco Accorinti e trasmesso alla Prefettura verso le 20.30. A prenderlo in consegna il vice prefetto vicario Maria Antonietta Cerniglia, visto che il prefetto Stefano Trotta ha aspettato il primo cittadino per tre quarti d’ora (l’appuntamento era stato fissato per le 18.30) e poi è passato all’impegno successivo.

La documentazione presentata ieri era assolutamente insufficiente visto che era solo una sorta di cronistoria delle vicenda giudiziaria che riguarda la struttura turistica. La Procura stamane ha dato il via libera e così si è proceduto a predisporre l’ordinanza.

In ogni caso, rispetto alle polemiche per il sovraffollamento, è già in  atto il trasferimento di una trentina di profughi nello SPRAR (Struttura protezione richiedenti asilo e rifugiati ) del Lazio, visto che il ministero dell’Interno ha sempre sottolineato che la permanenza a Messina sarebbe stata transitoria. Certo, il concetto di transitorio del Viminale è piuttosto ampio, ma in ogni caso Le Dune o no, il PalaNebiolo inizia a svuotarsi.

Immancabile la protesta dell’Arci Messina, che quando intorno alle 21.30 ha visto mettersi in moto l’organizzazione per il trasferimento degli extracomunitari, si è subito messa in allarme promettendo denunce per non si sa bene cosa. A leggere il tam tam su facebook sembrava quasi che fosse in corso una sorta di tratta degli schiavi, ma in realtà si è trattato solo di un semplice trasferimento in una struttura più adeguata.

Tornando all’ipotesi Le Dune per i migranti ancora a Messina, il nodo

da sciogliere è che è un resort privato e che visti i tempi di magra il Viminale ha dato disposizioni chiarissime sul fatto che le strutture da ricercare devono essere pubbliche per evitare spese che lo Stato non si può permettere.

Obiezioni queste, che durante i tanti colloqui intercorsi tra la Prefettura e l’amministrazione comunale sono state sollevate anche rispetto all’ipotesi dell’Hotel Europa. Peraltro, quando si tratta di strutture private deve essere la proprietà a dare la propria disponibilità, ma la società che possiede l’albergo non ha dato alcun segnale in tal senso.

Intanto il lavoro della Prefettura non si ferma e tra domani e dopo domani la gara per la gestione del PalaNebiolo sarà assegnata definitivamente. Tra le infinite polemiche sollevate in questi ultimi giorni (i social network ne sono pieni), c’è quella che riguarda i minori.

Ma questa volta ad essere in difetto è proprio il Comune. Al Palazzo del Governo spetta infatti il compito di segnalare la presenza di under 18 al Tribunale dei Minori, ma a doversene fare carico è l’amministrazione locale. Intanto, a distanza di parecchi giorni dall’ultimo sbarco, ancora oggi al PalaNebiolo c’erano dei minorenni.

A prendere a cuore la vicenda anche il deputato SEL Erasmo Palazzotto, che senza aver preso visione in prima persona della realtà del PalaNebiolo, ha comunque inviato un’interrogazione ai ministri dell’Interno, della Difesa e della Sanità per ricordare che “nel territorio comunale di Messina risultano inutilizzate, ma in buone condizioni,  numerose strutture militari a disposizione del ministero della Difesa, tra cui l’ex ospedale militare” e chiedere, tra l’altro, “se non intendano individuare in tempi celeri forme d’accoglienza adeguate e alternative a quella attuale e, nelle more, destinare una delle strutture a disposizione del ministero della Difesa nel Comune di Messina all’accoglienza dei richiedenti asilo”.