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Processo Parmaliana, Cassata non si presenta

Il Procuratore Generale di Messina Franco Cassata

Cosa si deve pensare di un magistrato che non si presenta a un’udienza nella quale è imputato con un’accusa pesante come la diffamazione pluriaggravata e per di più nei confronti di un uomo integerrimo che ha scelto il suicidio come atto estremo per far emergere la verità?

In attesa della sentenza definitiva del tribunale di Reggio Calabria, si può solo prendere atto che il Procuratore Generale di Messina Franco Cassata ha preferito non presentarsi all’udienza del processo a suo carico per avere tentato di delegittimare il professor Adolfo Parmaliana dopo la morte di quest’ultimo per impedire la pubblicazione del libro di Alfio Caruso “Io che da morto vi parlo”.

In pratica, un magistrato che ha passato al vita ad interrogare gli imputati che gli stavano davanti, con un esempio di rara coerenza quando è arrivato il suo turno ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere, seguendo del resto quanto già avevano fatto quattro funzionari del Tribunale di Messina coinvolti nella vicenda (tra loro anche la moglie del magistrato Olindo Canali, anche lui attualmente sotto processo).

Il giudice reggino Lucia Spinella ha solo potuto acquisire i verbali dei due interrogatori che il

Procuratore Generale Cassata ha reso nel corso delle indagini. Resta da vedere adesso che il suo mandato come Procuratore Generale è in scadenza, come si regolerà il Consiglio Superire della Magistratura quando si tratterà di decidere se rinnovare o meno il suo mandato. Una nomina che già nel 2008 aveva suscitato numerose polemiche viste le frequentazioni non proprio limpidissime del nostro, che oltre ad essere stato visto parlare amichevolmente a Barcellona, sua città d’origine e nella quale risiede, con la moglie di un noto latitante, ha anche un figlio avvocato sotto processo per truffe alle assicurazioni.

“Non posso neanche ipotizzare un’eventualità del genere -commenta Cettina Merlino, la vedova del professor Parmaliana. Quando gli avvocati di Cassata mi hanno interrogato era evidente che cercavano di minimizzare la vicenda, come se avere costruito a tavolino un falso dossier con altre persone per diffamare la memoria di mio marito non fosse una cosa importante. Infatti, non facevano altro che ripetere che speravano in una rapida conclusione del processo. Forse non si è presentato proprio per questo, per dimostrare che per lui questa vicenda non è importante. Invece io ritengo che sia un fatto molto grave che un magistrato non si sia presentato in un’udienza che lo riguarda. In ogni caso, rinnovare il mandato all’unico Procuratore Generale d’Italia che è sotto processo sarebbe veramente assurdo”.