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#Barcellona. Gotha II, la Cassazione conferma quasi tutte le condanne

Corte di Cassazione (wikipedia)Si è concluso oggi con la sentenza della Cassazione il processo stralcio dell’operazione antimafia Gotha II, che aveva puntato l’attenzione sulle estorsioni ai danni della Sezione Aias di Barcellona Pozzo di Gotto, con sede operativa a Milazzo.

Fondamentali e ritenute veritiere dagli inquirenti le dichiarazioni dell’allora presidente Luigi La Rosa, che raccontò ai magistrati le pressioni subite dalla famiglia mafiosa barcellonese, con richieste di ingenti somme di denaro e di assunzione di personale gradito ai vertici della malavita locale.

La Cassazione ha annullato senza rinvio le sentenze impugnate nei confronti di Concetto Buccheri, ha annullato la sentenza impugnata nei confronti di Carmelo Vito Foti senza rinvio ma limitatamente al reato di cui all’art. 416bis e con rinvio (per la determinazione della pena) in relazione alla residua imputazione.

Annullata la sentenza impugnata nei confronti di Giovanni Rao limitatamente alla entità della diminuzione di pena conseguente alla reclusione della recidiva e rideterminata la pena complessiva in 12 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione.

Anche la  sentenza impugnata nei confronti di Salvatore Ofria è stata annullata senza rinvio, limitamento al ruolo contestatogli ai sensi del co.2 art. 416bis, e con rinvio per la determinazione della pena.

Infine, annullata la sentenza impugnata nei confronti di Marino Tindaro senza rinvio limitatamente al reato di cui all’art. 12, con rinvio limitatamente al reato di estorsione e alla confisca.

La Corte ha inoltre rigettato i ricorsi di Salvatore Di Salvo e Roberto Martorano, dichiarando inammissibile il ricorso di Francesco D’Amico, che ha condannato al versamento di 500 euro. Ai Comuni di Barcellona Pozzo di Gotto e Mazzarrà, che si sono costituiti parti civili, è stata liquidata la somma di 4.500 euro.

Carmelo Amato

Barcellonese doc, il giornalismo è la sua ragione di vita. Indistruttibile, infaticabile, instancabile, riesce a essere sul posto “prima ancora che il fatto succeda”. Dalla cronaca nera allo sport nulla gli sfugge. È l’incubo degli amministratori di Palazzo Longano, che se lo sognano anche di notte e temono i suoi video e i suoi articoli nei quali denuncia disservizi e inefficienze e dà voce alle esigenze dei suoi concittadini. Sconfina spesso a Milazzo e dintorni.