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Presunti minorenni, solidarietà e bon ton istituzionale

Il tavolo convocato dall'assessore Mantineo

“E’ indispensabile superare il possibile rischio, già registrato nei giorni scorsi, di negare ai minori il diritto di essere affidati ai servizi sociali e riflettere sulla disponibilità, sull’apertura e sull’accoglienza riservata ai piccoli cittadini extracomunitari”.

Così l’assessore alle Politiche sociali Nino Mantineo, durante l’incontro convocato in Comune con i rappresentanti di istituzioni, enti di tutela e associazioni.

I minori (o meglio: i presunti minori, e tra breve vedremo perché) sono i 6 giovani profughi che secondo Mantineo, che un tavolo del genere sui servizi sociali della città non risulta lo abbia mai convocato nonostante l’assistenza ad anziani e disabili, ragazzi e bambini compresi, sia costantemente a rischio, sono stati mandati a Mineo pur non avendo compiuto i 18 anni.

E visto che in questi casi la competenza è del Comune, ecco che a distanza di settimane dal loro arrivo in città, Mantineo si sveglia.

E sì, perché anche se in Prefettura, dove tutti conoscono le regole elementari di bon ton istituzionale, non si va oltre le dichiarazioni ufficiali, non è un mistero neanche a piazza dell’Unione Europea che più volte il Palazzo del Governo ha sollecitato il Comune a farsi carico dei minori arrivati in città. Pare senza risposta o, almeno si spera, con risposte tardive.

Il dato di fatto, è che i minori riconosciuti subito come tali sono stati seguiti secondo la legge, mentre per i 6 che

hanno dichiarato di essere maggiorenni, tesi confermata dall’ospedale Papardo, ci si è regolati di conseguenza.

“Appena arrivati hanno detto di avere compiuto i 18 anni -spiega il Capo di Gabinetto della Prefettura Adele Maio- e lo stesso ci è stato detto dal personale medico che li ha visitati. Se poi si dimostrerà il contrario, ci si comporterà come previsto. Con l’amministrazione comunale abbiamo sempre cercato la massima collaborazione, come è giusto che sia, e abbiamo richiesto più volte ufficialmente tramite lettere inviate dal prefetto di farsi carico dei minori accertati. Per gli altri, ripeto, si vedrà se si dimostrerà il contrario di quanto loro stessi ci hanno dichiarato”.

Resta da capire allora, il perché dell’ostinazione del Circolo Arci, che ha persino fatto ricorso per alcuni di loro. Nella pagina facebook il 30 novembre è stato scritto che “Save the Children ha fatto visita al PalaNebiolo insieme ai partner del Programma Presidium, ma non sappiamo di eventuali rilievi posti sulla presenza di minori dentro una struttura definita inadeguata dall’Azienda Sanitaria Provinciale. Per questi minori diniegati l’Arci aveva già depositato una memoria all’Ufficio Immigrazione e interessato il Giudice Tutelare. Aspettiamo di conoscere la reale destinazione per procedere e per affrontare le problematiche relative all’accoglienza umana e giuridica ai migranti minori ospiti della città di Messina”. La destinazione, come detto, è Mineo e adesso si aspettano gli sviluppi di una vicenda per la quale sono sempre più evidenti comportamenti apparentemente inspiegabili da più parti, a partire dall’inverosimile manifestazione organizzata davanti alla Prefettura contro una tendopoli disposta dal ministero dell’Interno. Un fatto senza precedenti, sul quale forse sarebbe opportuno fare chiarezza.