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Prestiti da 25.000 euro garantiti dallo Stato, Calderone: “Presa in giro autorizzata, tasso è al 2%”

SICILIA. Manca un chiaro accordo con le banche che non richiedono una semplice autocertificazione per il rilascio del prestito, ma intraprendono una vera e propria istruttoria con evidenti dilatazioni temporali per rispondere alle istanze. Così il capogruppo di Forza Italia all’ARS Tommaso Calderone in merito agli interventi previsti dal Governo centrale per piccoli imprenditori, commercianti e titolari di una partita IVA ai quali vanno prestiti da 25.000 euro. “Con questo slogan – dice Calderone – il Governo centrale ha inteso ripartire dopo la fase emergenziale da COVID-19. L’accesso al prestito passa per una procedura farraginosa, la quale già è difficoltosa in condizioni normali. Se poi le banche creano ostruzionismo, complicando ulteriormente i passaggi, l’accesso ai finanziamenti diventa un miraggio. L’unica certezza è il tasso d’interesse per la restituzione delle somme: di fatto il rimborso dovrà avvenire entro 6 anni con un tasso che si avvicinerebbe al 2%, ovvero il massimo applicabile dalle banche per operazioni di finanziamento. Una presa in giro. Il fondo può garantire finanziamenti per un importo massimo non superiore al 25% dei fatturati dell’impresa, secondo quanto indicato nel modulo di domanda di garanzia, e comunque fino a 25mila euro”. Sulla base di questa considerazione il parlamentare continua con una domanda retorica: “Sapete quante partite IVA in Italia fatturano almeno i 100.000 euro necessari per ottenere i 25.000 euro di finanziamento? Secondo il MEF il 70% delle partite IVA ha un fatturato inferiore ai 100.000 euro e quindi non percepiranno il finanziamento massimo. Il 38% delle partite IVA è sotto i 30.000 euro di fatturato, per cui percepirà un finanziamento che potrà andare da un minimo di zero a un massimo di 7.500 euro. Il 17% di partite IVA è nella fascia che va dai 30.000 ai 60.000 euro di fatturato. Per cui quelli che in

questa fascia sono più performanti potranno richiedere un massimo di 15.000 euro”.

Tommaso Calderone, Forza Italia ARS

Infine Calderone conclude specificando: “Il Governo ha lasciato intendere che non c’era bisogno di nessuna istruttoria ma di una semplice autocertificazione. In realtà invece si tratta di una vera e propria istruttoria, con notevoli dilatazioni temporali in termini di esito dell’istanza. La richiesta delle banche prevede una serie di documenti come le specifiche: se il richiedente è un soggetto esercente attività d’impresa o di lavoro autonomo con partita IVA; se rientrante nella definizione di PMI; l’ultimo bilancio depositato o l’ultima dichiarazione fiscale presentata; per verificare che l’ammontare dei ricavi o compensi sia superiore a 100.000 euro o, se inferiore, sia comunque congruo per coprire il finanziamento richiesto che non può comunque superare il 25% dei ricavi; la verifica se l’impresa o libero professionista non presenti esposizioni classificate come “sofferenze” ai sensi della disciplina bancaria; la verifica che il richiedente non presenti esposizioni classificate come “inadempienze probabili” o “scadute o sconfinanti deteriorate” ai sensi della disciplina bancaria. Inoltre, lo scorso 10 aprile, la Banca d’Italia ha precisato che le gli istituti creditizi dovranno tenere conto anche degli ulteriori elementi informativi disponibili sul profilo di rischio dei richiedenti i finanziamenti, sia in sede di concessione del finanziamento, sia nella fase di monitoraggio dello stesso. Dunque una vera e propria istruttoria con piena valutazione del merito creditizio. Una mannaia sulla testa dell imprese o liberi professionisti, già fiaccati da una crisi economica devastante. Altro che automatismo e immediatezza tanto sbandierata dal Governo centrale. Così le erogazioni di liquidità non saranno per nulla immediate”.