Presentate in Comune le linee strategiche per i servizi sociali

La conferenza stampa sui Piani di Zona

Un laboratorio di sussidiarietà. Così l’assessore alle Politiche sociali Nino Mantineo definisce la linea strategica per il prossimo triennio, presentando il Piano di Zona 2013-2015 insieme alla presidente della Consulta delle organizzazioni sociali Maria Lucia Serio, ad Adriana Ferruccio e Antonio Giardina per l’ASP 5 Messina, a Filippo Alessi del dipartimento Politiche Sociali e agli esperti comunali Rosario Ceraolo e Antonino Anastasi.

Un piano approvato dalla Giunta comunale e dal Comitato dei sindaci del Distretto socio-sanitario D26 e che aspetta il via libera dall’assessorato regionale alla Famiglia e alle politiche sociali, che di fatto è il principale finanziatore dei progetti.

Le analisi di costo preventive, infatti, richiedono l’approvazione di una spesa di 2 milioni e 610 mila euro provenienti dal Fondo nazionale per le politiche sociali, che a cascata arriva alla Regione e infine ai Comuni.

Altri 450 mila euro proverranno dal cofinanziamento messo a disposizione dalla Fondazione di Comunità di Messina, che lo condividerà con il Comune. Soddisfatto l’assessore Mantineo che dichiara in conferenza stampa: “Con questa deliberazione prende forma quel welfare di comunità che mette insieme i principi di solidarietà e sussidiarietà. Abbiamo tentato di coinvolgere tutti gli attori sociali senza far prevalere interessi particolari”.

I progetti del nuovo piano di zona sono dieci. In particolare, il progetto “Sviluppo umano è coesione e libertà”, da realizzarsi in quattro azioni con Fondazione di Comunità, riguarderà la cura e l’assistenza alla prima infanzia, l’educazione dei giovani e il sostegno all’inserimento sociale e lavorativo delle persone fragili.

A questi si aggiungono il progetto “Dopo di noi” per l’inserimento abitativo e socio lavorativo delle persone con disabilità attraverso la creazione di un gruppo appartamento e il “budget della salute”, il progetto “Anni d’argento” in collaborazione con l’Università di Messina e Unime Sport; SOS Famiglia per le famiglie con minori affetti da disturbi dello spettro autistico e “Quando il gioco..”  per i soggetti affetti da ludopatia.

Ma ciò

che secondo l’assessorato rappresenta il vero e proprio punto di svolta del nuovo piano di zona è la creazione del sistema informativo sociale che funzionerà da punto unico di accesso socio sanitario (PUA).

“Il nostro obiettivo è quello di realizzare supporti tecnici che ci permettano di lavorare con una banca dati che elimini sovrapposizioni e sprechi -ha spiegato Adriana Ferruccio, referente dell’ASP 5 insieme ad Antonio Giardina. L’ASP5 metterà a disposizione dipartimenti e distretti per i soggetti più deboli”.

Presente in conferenza anche Maria Lucia Serio, presidente della Consulta delle organizzazioni sociali. “La Consulta ha lavorato a partire dai sei tavoli tematici che hanno raccolto oltre 100 soggetti partecipanti- ha detto la presidente. Ciò ha consentito di raccogliere bisogni emersi e di tenere conto delle esigenze di budget”.

Ottimismo sul lavoro fatto dalla Consulta e dal lavoro del Gruppo di Piano svolto negli ultimi mesi ma soprattutto su quanto messo nero su bianco e presentato in Regione per l’approvazione. “Un cambio di rotta del governo della città che spesso sembrava incapace di cogliere opportunità per potenziare l’offerta dei servizi sociali- dichiara ancora Mantineo”.

A supportare l’idea di “cambio di rotta” si fa strada l’idea che non ci siano più le tanto discusse proroghe dei bandi di gara. “All’incontro con l’ANCI abbiamo stabilito che questo sistema dovrà essere cambiato perché rallenta i tempi di assegnazione e costituisce un costo ulteriore per il Comune”.

A chi si aspettava un cambiamento radicale nel sistema dei servizi sociali l’assessore, ricordando che il Comune ha garantito la continuità dei servizi, risponde tirando il ballo il problema occupazionale. “E’ vero che si stenta a vedere cambiamenti nel campo dei servizi sociali. Per ridisegnare tutto si doveva partire da un anno zero, azzerare tutto e partire dai bisogni della popolazione. Ma questa mi sembra un’operazione da macelleria sociale perché metteremmo in difficoltà circa 700 operatori sociali.

E’ chiaro però che i servizi si fanno non per le esigenze dei lavoratori, ma per quelle della popolazione. In questo quadro, si deve segnalare come inadempienza l’apporto dei privati, imprese che non verranno mai fuori dalle difficoltà se non cominciano esse stesse ad investire”.

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Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.

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