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Poule Scudetto, l’Ischia stoppa l’ACR

Termina qui la corsa dell’A.C.R. Messina nell’appendice post-season che il 25 maggio assegnerà il titolo di Campione d’Italia tra i Dilettanti.

Ad arrestare i peloritani l’ottima Ischia che si attendeva, quella innanzi alla quale nella prima frazione di gioco l’undici di Catalano è come annichilito. La stessa che ha letteralmente dominato nel proprio girone e che oggi ha rimediato al “San Filippo” il pareggio utile alla qualificazione.

In una domenica assai ventosa sulle rive dello Stretto, cornice di pubblico che per nulla si avvicinava a quella delle recenti sfide contro Cosenza e Nissa e che ciò nonostante ha incitato senza sosta Corona e compagni.

In maglia bianca, pantaloncini e calzettoni rossi i peloritani. Tradizionale divisa gialloblu per gli ospiti. Il tecnico Gaetano Catalano oppone al 4-3-3 di Sasà Campilongo l’usuale e ben più morigerato 4-4-2 che durante la stagione regolare ha segnato la svolta e innescato la corsa alla promozione.

Lagomarsini tra i pali, Ignoffo e Caiazzo centrali di difesa, ai lati Quintoni e Caldore, in mezzo al campo Bucolo e Maiorano, sulle corsie laterali Parachì e Ferreira, coppia d’attacco Chiaria e capitan Corona.

Partenza bellicosa degli ospiti che sin dai primi minuti detengono un buon possesso palla. Al 4’ Nigro mette dentro un ottimo traversone dalla destra. Impreciso lo stacco di testa di Armeno. Tre minuti dopo azione corale dei gialloblu, cross in area e intervento a copertura di Caiazzo.

L’Ischia prova a fare la partita. La difesa a quattro alta frena già poco prima della linea di metà campo i tentativi peloritani. Prima vera occasione da gol per gli ospiti al 10’ quando falliscono Masini e Galizia soli innanzi a Lagomarsini, mentre si trova a terra Caldore.

Ancora Ischia al 16’. Traversone di Nigro, buon controllo di Longo alla cui conclusione si oppone l’estremo difensore peloritano. Messina impreciso e frettoloso in fase di disimpegno, per di più commette errori a centrocampo e facilita le insidiose ripartenze avversarie.

Punizione dalla lunga distanza di Mattera al 19’. Un tiro potente ma centrale. Nessun problema per l’attento Lagomarsini. Nei primi venti minuti solo Ischia. L’undici di Campilongo difende bene la propria metà campo ed è estremamente veloce nell’organizzare il gioco in fase offensiva.

Buona palla per Roberto Chiaria al 21’ su traversone di Maiorano. Il 10 peloritano cincischia e perde l’attimo. Calcio di punizione per i gialloblu nei pressi dell’out sinistro al 23’. Alla battuta Tito. Alto e fuori il suo tiro.

Catalano dà intanto indicazioni a Ferreira, in verità l’esterno più attivo. Poco battuta davvero nel primo tempo la fascia destra del defilato Parachì. Al 29’ altra parata di Lagomarsini sulla conclusione da fuori di Tito. La gara si dipana tra le fatiche dei giallorossi a contenere l’ottima avversaria. Pochi spunti per i peloritani che trovano esigui spazi.

Re Giorgio pescato di rado dai compagni e messo tutte le volte alle strette dal raddoppio di marcatura. Al 36’ Caiazzo intercetta in area un insidioso assist per Masini. Veloce ripartenza del Messina ma l’Ischia ne sventa agevolmente il contropiede. Al 40′, in seguito a un buon disimpegno della squadra di casa, Bucolo si trova tra i piedi un preziosissimo pallone che dal limite dell’area va sprecato con un tiro da dimenticare.

Cresce l’undici di Catalano sul finire della prima frazione di gioco. Al 42′ anticipo di Mennella su Chiaria servito con leggero ritardo da Ferreira. Poi però, allo scadere dei minuti regolamentari, Maiorano rimedia il cartellino giallo del direttore di gara Maggioni di Lecco e Mattera dai trenta metri realizza il gol del vantaggio. Un tiro potente che elude la barriera e si insacca nell’angolo destro della porta. Nulla da fare per Lagomarsini.

Si va negli spogliatoi sullo 0-1. Al rientro è tutta in piedi la panchina peloritana. Già dalle prime battute si intravede un altro Messina. Di fatto più offensiva la squadra di Catalano ora che la qualificazione dista ben due reti. Al 7’ st. si invola Tito sull’out sinistro e mette dentro una palla che attraversa l’intero specchio della porta. Longo non arriva per un soffio.

Al 10’ st. ancora una preziosa punizione dell’ottimo Quintoni. Nessuno che trovi la porta. Nelle ripartenze l’Ischia è adesso meno veloce, il match visibilmente più equilibrato. Due corner battuti dal Messina in appena due minuti.

Intanto inversione degli esterni prima del quarto d’ora. Parachì a sinistra, Ferreira a destra. Il pareggio arriva al 14’ st. Cross dalla lunga distanza di Quintoni e stacco di testa dell’ex Ischia Chiaria. Esplode il “San Filippo”. E da quel momento sino alla fine non ha posa l’incitamento alla squadra.

Ora il Messina ha cambiato volto. L’Ischia fa persino fatica a uscire dalla propria metà campo. Occasionissima per i padroni di casa al 23’ st. Il portiere gialloblu perde la sfera. Ci provano Ferreira prima Corona poi. Salvataggio sulla linea del numero 6 Rainone. Un minuto dopo parata di Lagomarsini sulla conclusione di Masini. Poi ancora Galizia. Continui ribaltamenti di fronte.

Si inizia a vedere il match che si era atteso e che nel primo tempo era stato offuscato dal rendimento non del tutto adeguato dei baincoscudati. Al 28’ st prima sostituzione tra le fila giallorosse. Fuori un Parachì piuttosto spento, dentro Guerriera che appena entrato fornisce un prezioso assist a Corona. Conclusione precisa di re Giorgio e grande parata di Mennella.

Al 33’ st Savanarola rileva Ferreira. Due minuti dopo tiro fiacco di Galizia che si perde alla destra di Lagomarsini. Ma arriva al 36’ st l’occasione del raddoppio gialloblu. Galizia sbaglia un gol praticamente fatto mandando alta sulla traversa la sfera. Al 39’ st ancora Ischia. Il neo entrato Ausiello dal limite dell’area calcia fuori misura.

Il tecnico Catalano esaurisce frattanto i cambi a sua disposizione. Comegna al posto di Maiorano. Al 42’ st salvataggio in extremis di Mannella sulla rovesciata dell’avanzatissimo Chiaria. Due minuti dopo miracolo Lagomarsini sulla conclusione di Masini.

Messina all’arrembaggio via via che il tempo scorre e ci si allontana dalla Final Four. L’Ischia si difende in nove. In avanti resta solo Masini a raccogliere gli eventuali traversoni dei compagni.

Sfumano le poche speranze rimaste al fuorigioco di Corona, solo dinanzi all’estremo difensore avversario. Al fischio finale dell’arbitro al “San Filippo” ancora applausi e festa. Ché la promozione è una gioia troppo grande per essere scalfita da una qualificazione mancata.