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Ponte sullo Stretto, messo all’angolo da Giacomo Guglielmo alla fine Mario Tozzi ammette: “È fattibile”

MESSINA. Alla fine, anche se a denti stretti, il teorico del no al ponte che da anni gode di ampio spazio nelle reti pubbliche, lo ha ammesso: il collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria è fattibile. Certo, arrampicandosi sugli specchi, il dottore in geologia Mario Tozzi ha detto che per lui “è inopportuno”, ma la falsità che non sia utile, replicata all’infinito anche in tempi recenti non solo durante incontri tra pseudoambientalisti, in RAI e sui social, non l’ha più potuta affermare. A metterlo alle strette, come già aveva fatto alcuni anni fa durante un incontro alla Feltrinelli di Messina è stato l’ingegner Giacomo Guglielmo (il creatore dello slogan “Ponte e libertà”), esperto di mobilità, trasporti e Fondi SIE, che da anni divulga ovunque sia possibile la verità sulla megaopera: è fattibile, per realizzarlo servono meno di 4 miliardi di euro e non è vero che il costo della progettazione, gestione della società Stretto di Messina compreso, è stato di un miliardo. La spesa

reale è stata di 321 milioni di euro: al di sotto della quota del 10% previsto per qualsiasi opera.

“L’opera di falsa divulgazione sulla non fattibilità economica, trasportistica e geologica del ponte sullo Stretto portata avanti da Tozzi in tutti questi anni è sconcertante. Soprattutto perché c’è gente in buona fede che gli crede e amplifica queste menzogne -commenta Guglielmo, che con lo pseudonimo Antiben è riuscito a fargli ammettere su Twitter che l’opera è realizzabile. Per il momento può bastare. Quando sarà stato costruito, mi aspetto le sue scuse e quelle di tutti i politici e presunti ambientalisti che con le loro palesi falsità hanno danneggiato gravemente non solo noi siciliani ma l’intero Mezzogiorno”.

L’ingegner Giacomo Guglielmo, esperto di trasporti e fondi SIE