Ponte sullo Stretto e terremoti: ecco perché è il posto più sicuro in caso di sisma

Ponte vitadaMortelle siciliansMESSINA. Neanche il tempo di avvertire l’ultima scossa del terremoto che stamane alle 5.53 ha scosso l’area dello Stretto, che già i detrattori del ponte hanno colto la palla al balzo per contestare la costruzione del collegamento stabile tra la Sicilia e l’Europa. A fare chiarezza, la pagina fb Ponte sullo Stretto.

“I ponti sospesi di grande luce (la luce è l’unità di misura dei ponti, ndr) sono le strutture più antisismiche che esistano -scrivono gli esperti che curano la pagina. Sono insensibili alle frequenze tipiche dei terremoti e rimangono in campo elastico anche durante eventi intensi, persino oltre magnitudo 7, terremoti (8/9) che non si verificano in questa zona del mondo. Esistono infatti ponti sospesi di grande luce più vecchi in aree del pianeta dove si registrano terremoti ben più potenti di quelli italiani, per esempio di magnitudo 8 o addirittura 9. Ricordiamo che la scala è logaritmica, quindi passare da 7 a 8 significa aumentare l’intensità in modo enorme.

Nello specifico, il ponte di Messina, ponendo un sisma a una frequenza di un hertz, reagisce con un valore intorno a 0,003. In pratica, un terremoto quasi non lo percepisce. Durante un sisma violento, le auto sull’impalcato riceverebbero un’accelerazione di circa 0,005 g, inferiore a quella di una frenata dolce. Gli occupanti non si renderebbero conto che la terra sta tremando.

Le torri, già di per sé desintonizzate rispetto alle frequenze sismiche per via della loro altezza, come accade per i grattacieli, sono inoltre dotate ciascuna di 35 tonnellate di smorzatori antisismici. Anche durante un terremoto devastante, il ponte di Messina resterebbe immune all’evento e potrebbe essere utilizzato dai soccorsi, contribuendo a salvare vite.

Purtroppo, per loro natura, i normali edifici e le abitazioni, anche se costruiti nel modo migliore possibile, non possono essere strutturalmente insensibili ai terremoti come i grandi ponti sospesi. Per questo, durante eventi estremi, è impossibile escludere del tutto i crolli. Succede anche in Giappone. Nei terremoti più violenti qualche edificio può subire danni, mentre i ponti sospesi di grande luce non vengono danneggiati anche perché hanno periodi propri di oscillazione molto lunghi, 35 secondi nel caso del ponte sullo di Messina, che li rendono desintonizzati rispetto alle frequenze sismiche.

Indipendentemente dal tipo di terremoto, dalla sua intensità e dalle sue caratteristiche, il ponte rimane quindi fuori risonanza. La Protezione Civile ha già confermato che il ponte sullo Stretto rappresenterebbe una risorsa fondamentale durante eventi naturali catastrofici come grandi terremoti, alluvioni e tsunami.

Nonostante ciò, alcuni giornali continuano a fare catastrofismo ignorando le basi della scienza. Il terremoto di oggi, di magnitudo 5 e lontano dallo Stretto, non avrebbe sfiorato il ponte. Ricordiamo inoltre che nella zona esistono già oggi decine di altri grandi ponti, alcuni più vicini alle faglie e non essendo ponti sospesi di grande luce sono più sensibili agli effetti di un sisma.

Vi ricordiamo che il ponte di Messina è stato progettato dagli ingegneri giapponesi di IHI e dagli ingegneri danesi di COWI, i migliori al mondo”.