Ponte sullo Stretto, Busia (ANAC) ci riprova e Ciucci (SdM) lo mette nell’angolo

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Pietro Ciucci, amministratore delegato Stretto di Messina

ROMA. Nuovo attacco del presidente dell'Autorità Nazionale Anti Corruzione Giuseppe Busia al ponte sullo Stretto. Audito in Commissione Ambiente della Camera Busia, proposto nel 2018 dall'allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte quale Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei ministri e non nominato, da settembre 2020 è presidente dell'ANAC su proposta del ministro della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone, anche lei grillina come Conte, ha ribadito le proprie perplessità. Ritiene “opportuno fissare un termine per valutare l'iter dell'opera che, secondo Busia, deve avere “un progetto esecutivo unitariamente considerato, altrimenti si rischierebbe di approvare singole fasi del progetto senza essere certi che queste fasi vadano a collegarsi l'una con l'altra”. Una posizione, quella di Busia, che arriva dopo la pubblicazione del decreto legge Infrastrutture del mese scorso, che autorizza il MIT ad approvare il progetto esecutivo non più entro il 31 luglio prossimo, come inizialmente previsto, ma man mano che procedono i lavori.

Immediata la replica di Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina, la società concessionaria cui spetta gestire la progettazione e l'esecuzione del collegamento stabile tra Sicilia ed Europa, che ha rispedito al mittente le perplessità del presidente dell'ANAC.

“Non ci sono dubbi sulla certezza delle fasi costruttive del ponte sullo Stretto né indeterminatezza sui costi, non c'è un rischio di incompiuta, il progetto è assolutamente fattibile ed è stato aggiornato nelle modalità previste per legge. In particolare – spiega Ciucci – con l' da parte del CIPESS del progetto definitivo, sarà approvato anche il Piano economico finanziario che accerterà l'esistenza della copertura per l'intero fabbisogno dell'opera, proprio per evitare rischi di incompiuta, che nella maggior parte dei casi discendono da mancanza di fondi in itinere.

La progettazione esecutiva, che potrà essere sviluppata per fasi costruttive in linea con le best practice (esperienza che ha permesso di ottenere eccellenti in un determinato ambito, ndr) internazionali, al contrario dei timori espressi ha l'obiettivo di ottimizzare la costruzione dell'opera, contenendo tempi e costi. Il ponte è un insieme di opere: le opere anticipate, le opere di accompagnamento ambientale, i raccordi a terra, oltre 40 km di strade e ferrovie, funzionali, percorribili e utili fin da subito alla popolazione.

Ponte, torri e blocchi di ancoraggio saranno ovviamente un unico progetto -chiosa ancora Ciucci. La fattibilità tecnica del progetto non è mai stata messa in discussione, le risposte alle osservazioni del MASE, che sono in corso, saranno completate prima dell'approvazione del progetto definitivo da parte del CIPESS e quindi in anticipo rispetto all'avvio della progettazione esecutiva. Inoltre, lo schema di decreto introduce nuovi passaggi procedurali volti ad assicurare il controllo da parte dello Stato, nel rispetto della massima . Pertanto, le norme introdotte dal decreto infrastrutture non comportano aumento dei costi rispetto a quanto fissato da normative già da tempo in vigore”.

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Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.