Ponte sullo Stretto, ancora uno stop dalla Corte dei Conti ma il no non è vincolante

corte dei conti piccolaROMA. Ha glissato sul superbonus 110% grillino che finora è costato oltre 160 miliardi, ha ignorato che gli 80 euro concessi nel 2014 da Renzi non avevano alcuna copertura, ma sul ponte sullo Stretto (spesa prevista 13 miliardi e mezzo interamente coperta) la Corte dei Conti dimostra un livello di attenzione altissimo e oggi ha detto di nuovo no. Durante l’adunanza di oggi ha negato il visto di legittimità alla delibera del CIPES  che il 6 agosto scorso ha approvato il progetto definitivo e i dettagli delle motivazioni si sapranno tra un mese.

Una vittoria di Pirro, quella della Corte dei Conti, perché nonostante il niet il Governo può (e l’intenzione sembra questa, dalle prime dichiarazioni) proseguire con il cronoprogramma stabilito.
“Infatti -chiosano i magistrati contabili – nel caso in cui il controllo riguardi un atto governativo, secondo la legge l’amministrazione interessata, in caso di rifiuto di registrazione da parte della Corte dei Conti, può chiedere un’apposita deliberazione da parte del Consiglio dei ministri, il quale, a propria volta, può ritenere che l’atto risponda ad interessi pubblici superiori e debba avere comunque corso. In questo caso la Corte, se ancora mantiene la propria contrarietà, è chiamata ad apporre un visto con riserva alla delibera. La procedura prevede poi una segnalazione in Parlamento. L’atto registrato con riserva acquista piena efficacia, ma può dare luogo a una responsabilità politica del Governo – spiega il sito della CdC-  poiché la Corte trasmette periodicamente al Parlamento l’elenco degli atti registrati con riserva”.

 

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Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.