Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Ponte sì, ponte no, ponte boh

Un'immagine virtuale del ponte

Dopo l’Unione Europea anche il Governo Berlusconi boccia il ponte sullo Stretto. Solo poche ore dopo però, contrordine compagni, ci avete frainteso, il ponte lo vogliamo e lo faremo. Resta da vedere come ovviamente, ma questa è un’altra storia. Un fatto è certo: mentre il PDL, almeno quello di Messina, ha fatto del ponte sullo Stretto il proprio cavallo di battaglia, contro qualunque logica politica giovedì scorso il governo ha appoggiato la mozione di Italia dei Valori per trasferire altrove il miliardo e 700 milioni di euro destinati alla costruzione della mega opera (la maggior parte andranno all’Anas, della quale è presidente lo stesso Pietro Ciucci che è anche amministratore delegato della concessionaria Stretto di Messina). Una mossa a sorpresa, anche perché nei giorni scorsi il ministro dei Trasporti Altero Matteoli aveva dichiarato che “il ponte si farà a prescindere dall’eventuale finanziamento dell’Unione Europea”. 

Solo poche ore e mentre il ministro della Difesa La Russa la buttava sull’ironico dichiarando che “una mozione non si nega a nessuno” e i no pontisti esultavano, la Presidenza del Consiglio ha gettato acqua sul fuoco sottolineando che “l’opera è solo in parte finanziata dall’intervento pubblico e che l’onere complessivo dell’infrastruttura prevede anche la partecipazione di capitale privato, l’utilizzo di Fondi strutturali e di altre fonti”. Il sindaco Giuseppe Buzzanca, che ha sempre ritenuto l’opera strategica ed importante per lo sviluppo della città, si dichiara certo che il ponte sarà realizzato e che il governo non terrà in alcun contro la mozione approvata dalla Camera. A difendere il progetto anche il presidente della Regione Raffaele Lombardo. Che però, se da un lato puntualizza che “la mozione di IdV approvata dalla Camera non riguarda il ponte ma il trasporto pubblico locale per il potenziamento del quale si propone una copertura finanziaria che potrebbe essere prelevata dai fondi già assegnati alla Stretto di Messina” dall’altra non ci pensa due volte a dare mettere in ridicolo l’esecutivo nazionale, dichiarando che “sarebbe veramente inspiegabile che un Governo che ha investito in questi ultimi 2-3 anni altre centinaia di milioni oggi si fermasse e tornasse indietro”. A calmare gli animi interviene anche la Stretto di Messina, la società concessionaria che gestisce la progettazione e la realizzazione dell’opera, che puntualizza

che “il voto favorevole della Camera dei Deputati sulla mozione presentata da IdV non pregiudica lo stanziamento dei fondi già previsti per la realizzazione del ponte sullo Stretto. Il testo della mozione si limita infatti ad impegnare il Governo “ad assumere iniziative volte a reperire le risorse economiche necessarie, anche eventualmente ricorrendo alla soppressione dei finanziamenti che il Governo ha previsto per la realizzazione del ponte”.

 Per il WWF Italia, l’approvazione della mozione “è il miglior modo per festeggiare il decennale della legge obiettivo varata nel 2001. E’ la cronaca di un fallimento in campo economico-finanziario e ambientale della politica faraonica delle cosiddette infrastrutture strategiche di cui il ponte rappresenta “’opera farsa” per gli italiani onesti e “l’opera bandiera” per il governo in carica”. Ma gli strali dell’associazione ambientalista non si fermano qui, perché il WWF chiede anche che “si cancelli  la Stretto di Messina SpA, concessionaria interamente pubblica, a questo punto del tutto inutile e che il Governo destini gli 8,5 miliardi di euro totali previsti per il ponte alla messa in sicurezza del territorio del Sud ed al potenziamento delle opere ferroviarie e stradali in Sicilia e Calabria”. Tra gli interventi necessari e improcrastinabili, il WWF segnala l’adeguamento della linea tirrenica ed il potenziamento della linea ferroviaria jonica in Calabria e delle linee ferroviarie siciliane che collegano Catania, Messina e Palermo, il completamento dei lavori sulla Salerno-Reggio Calabria, l’ammodernamento e la messa in sicurezza della SS 106 Ionica. Di fondamentale importanza anche un servizio efficiente di metropolitana del mare per i pendolari dell’area dello Stretto ed il rafforzamento degli attuali servizi di traghettamento pubblici e la rinaturalizzazione dei versanti, il consolidamento del suolo ed il riassetto del territorio ad alto rischio idrogeologico e sismico . 

Se salta il ponte però, saltano anche le opere compensative e connesse che avrebbe dovuto addolcire la piccola della devastazione provocata dalla realizzazione della mega infrastruttura e per discuterne è stata convocata per il 7 novembre una seduta aperta e straordinaria del Consiglio Comunale. Il dato certo però è un altro: l’ipotetica costruzione del ponte ha di fatto paralizzato lo sviluppo della città, che da oltre 30 anni ha sulla propria testa la spada di Damocle di un’opera che comunque, sia che resti sulla carta, sia che si faccia davvero, ha condizionato e condizionerà in maniera significativa il futuro della città.