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Ponte o no, il PD pretende le opere compensative

Un'immagine virtuale del ponte

Esaurito per il momento qualunque tentativo di dialogo con l’amministrazione di Palazzo Zanca, il PD punta sull’ironia. Oggetto del contendere questa volta è il fax che il sindaco Giuseppe Buzzanca ha inviato alla società Stretto di Messina riguardo all’Accordo di Programma che dovrebbe essere firmato martedì prossimo e che non lo convince del tutto. 

“Dietro questa manovra maldestra -commenta Peppe Grioli, segretario cittadino del PD- sembrerebbe di ravvisare la difficoltà del primo cittadino ad accettare l’accordo proposto dalla Stretto di Messina. A questo punto per Buzzanca diventa davvero difficile dare alla città un segnale rispetto ad una struttura che non si farà mai senza avere neanche la certezza delle opere compensative, che secondo noi devono essere fatte prima di qualsiasi altra cosa e indipendentemente dalla realizzazione o meno della megastruttura. Dal fax al telegramma: adesso è questo il nostro auspicio”. 

Vanno giù duro Grioli ed il coordinatore dei consiglieri comunali del PD Felice Calabrò, che senza mezzi termini sottolineano come “il Governo che sarebbe stato amico dei messinesi ha schiacciato ogni autonomia locale, svilito il ruolo della città e scavalcato ogni interlocuzione concreta con i suoi amministratori con una legge che ha invaso il nostro territorio, lo espropria senza tenere conto delle sue esigenze e delle sue determinazioni. Indipendentemente dalle opinioni che si

possono avere sul ponte, posto che la sua costruzione è ritenuta strategica dal Governo nazionale, quello che ci si sarebbe aspettato dal sindaco di Messina era l’ottenimento di quelle opere cosiddette compensative o comunque necessarie per riqualificare e rilanciare la nostra città.

Peppe Grioli, segretario cittadino PD

Invece il CIPE ha ridotto al 2 per cento dell’importo complessivo destinato alla realizzazione del manufatto le risorse destinate alle due sponde dello Stretto per le opere compensative, abbiamo assistito a trivellazioni nella parte nord della città senza che il Comune fosse interpellato e la delibera del Consiglio Comunale di fatto è stata sminuita anche da Buzzanca, che preferisce mandare un fax a Ciucci. E questo mentre RFI non fa altro che dismettere treni, navi e strutture. Il sindaco che ha già permesso al Governo nazionale di trattare Messina come periferia dell’impero. Adesso si presenti in Consiglio e spieghi cosa intende fare il 6 settembre all’appuntamento fissato per la firma dell’Accordo di Programma. E’ il momento in cui tutta la città deve far sentire la propria voce perché nessuno pensi a Roma che al Nord gli enti locali alzano la voce e a Messina abbassano le orecchie”. 

Intanto sull’argomento si è mossa anche la Commissione Ponte presieduta da Nicola Barbalace, che ha chiesto ufficialmente al sindaco Buzzanca di far slittare la firma dell’Accordo di Programma per consentire al Consiglio e all’Esecutivo di esaminare la bozza del documento, di vitale importanza per lo sviluppo futuro della città