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Ponte, via libera della “Stretto di Messina” al progetto

Via libera del Consiglio di Amministrazione della “Stretto di Messina” al progetto definitivo del ponte e dei 40 chilometri di raccordi a terra stradali e ferroviari. Ma a dispetto delle dichiarazioni trionfanti i costi lievitano ancora. E così, da 6,3 miliardi di euro si è arrivati a 8,5: praticamente il doppio di quanto previsto 5-6 anni fa. Intanto il ministro dei Trasporti Altero Matteoli ha dichiarato che “l’approvazione del progetto definitivo del ponte è un’altra tappa importante verso la realizzazione del manufatto, opera unica al mondo per le sue caratteristiche tecniche e infrastrutturali, che il governo considera una priorità e per la quale ha riavviato le attività che erano state bloccate dal precedente governo. Il Ponte è un’opera strategica che migliorerà il sistema dei trasporti e che darà impulso all’economia non solo di Sicilia e Calabria ma dell’intero Paese proiettandolo nel contesto mediterraneo con più forza”. 

Secondo le stime dei sostenitori della megaopera, ci saranno importanti ricadute per l’occupazione, valutate intorno ai 40 mila posti di lavoro l’anno. Ben diversa la posizione di chi il ponte non lo vuole, che sostiene non solo che le cifre sono irreali. Un dato è certo: a dispetto dei protocolli d’intesa siglati di recente anche con gli atenei locali, né in Sicilia né in Calabria ci sono le professionalità necessarie per affrontare la realizzazione di un’opera così impegnativa. Quindi, se davvero ci saranno 40 mila posti di lavoro, le maestranze locali ne beneficeranno solo marginalmente visto che negli ultimi 40 anni si è molto discusso del ponte ma si è fatto ben poco per la formazione di operai e professionisti. 

In ogni caso, le diverse relazioni presentate sugli oltre 8 mila elaborati progettuali hanno consentito al CdA di riscontrare tutte le impostazioni tecniche del progetto preliminare redatto dalla “Stretto di Messina” ed approvato nel 2003 dal Cipe. “La conferma delle impostazioni di ordine tecnico – ha commentato Pietro Ciucci, amministratore delegato della società – rappresenta un grande risultato e testimonia l’elevato livello della progettazione preliminare svolta dalla “Stretto di Messina”. 

Pietro Ciucci, AD "Stretto di Messina"

Il progetto definitivo, redatto dal contraente generale Eurolink (un’associazione di imprese che fa capo alla Impregilo) ha recepito totalmente le prescrizioni richieste dal Cipe con la delibera di approvazione del progetto preliminare. A partire dalle nuove opere richieste

degli Enti locali per avere una sorta di risarcimento rispetto ai disagi che i territori coinvolti dovranno subire durante l’esecuzione dei lavori. Ma anche questo è un nodo da sciogliere, visto che per le cosiddette opere compensative saranno disponibili solo le briciole e non le somme notevoli ipotizzate per anni. 

Almeno sulla carta, l’elenco delle opere compensative è consistente. A partire dalla variante ferroviaria in Sicilia, che prevede lo spostamento della nuova Stazione di Messina a Gazzi ed il conseguente allungamento per 3 chilometri in galleria dei collegamenti ferroviari. Opera questa, che consente la riqualificazione delle aree attualmente occupate dagli impianti ferroviari ed il recupero di un’ampia del fronte-mare della città. Previsti anche 3 fermate ferroviarie sotterranee destinate al sistema metropolitano interregionale tra Messina e Reggio Calabria, lo spostamento a monte del tracciato autostradale in Sicilia in corrispondenza degli impianti sportivi della cittadella universitaria all’Annunziata ed una nuova Area Direzionale in Calabria progettata dall’architetto Libeskind. 

“I maggiori costi –ha puntualizzato Ciucci- sono da mettere in relazione alle varianti rese necessarie dalle sopravvenute norme tecniche, alle varianti che hanno arricchito il progetto come la realizzazione del sistema metropolitano per l’intera area dello Stretto, il recupero di ampie aree fronte-mare e la realizzazione di un’area direzionale che con il progetto Libeskind diverrà un punto d’incontro di culture e di religioni al centro del Mediterraneo. Il piano economico finanziario approvato dal Consiglio di Amministrazione, che ne ha verificato l’analisi di fattibilità finanziaria, conferma l’obiettivo di minimizzare i contributi statali ed assicurare al contempo il più ampio coinvolgimento dei privati nel progetto. A questo riguardo è stato confermato lo schema di finanziamento del progetto che prevede di raccogliere sui mercati finanziari oltre 4 miliardi di euro, così come previsto nel piano 2009. Nell’ambito del piano economico finanziario saranno individuate le risorse necessarie per la copertura dei maggiori fabbisogni graduati seconde l’avanzamento del progetto. Il piano è all’esame di consulenti finanziari, legali e per le analisi del traffico che hanno già espresso una prima valutazione positiva su presupposti e metodi”.    

Secondo l’amministratore delegato della “Stretto di Messina”, il cronogramma dell’opera prevede a dicembre 2011 il completamento lavori dell’opera propedeutica ferroviaria a Cannitello, a febbraio 2012 l’approvazione del Cipe ed il contestuale avvio gara per il reperimento dei finanziamenti, la progettazione esecutiva e l’apertura dei cantieri principali a partire dalla metà del 2012 ed il completamento dei lavori alla fine del 2018.