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Ponte sullo Stretto, Lombardo faccia chiarezza

Un'immagine virtuale del ponte

“Lombardo garantisce che nell’ultima riunione del Cipe non c’è stato alcun definanziamento dei fondi per il ponte sullo Stretto di Messina? Bene, invece di fare demagogia alla Berlusconi chiarisca immediatamente questo aspetto, evitando ulteriori strumentalizzazioni”. Così i consiglieri comunali PD Giorgio Caprì, Nicola Barbalace, Daniele Zuccarello e Tanino Caliò del PID valutano le dichiarazioni del presidente della Regione Lombardo, che dopo l’incontro con il premier Monti ha annunciato di avere ricevuto da quest’ultimo ampie assicurazioni sul fatto che non è vero che il Cipe ha deciso di dirottare altrove le somme destinate alla realizzazione del ponte sullo Stretto. 

“Per quarant’anni a Messina è stata sottratta qualsiasi ipotesi di sviluppo perché tutto è stato visto in funzione del ponte -commentano Caprì, Barbalace, Zuccarello e Caliò. Ma chi ripagherà la città delle occasioni perdute? Quale che sia la verità, sia che il progetto del ponte sia stato definanziato, sia che il progetto vada avanti la somma stanziata nel 2009 deve essere spesa qui”. 

E Barbalace, che è anche presidente della Commissione Ponte di Palazzo Zanca, si è mosso in quanto tale ed ha già inviato una lettera di convocazione al presidente Lombardo per la prossima riunione perché faccia chiarezza sul progetto e sulle reali intenzioni dell’esecutivo Monti rispetto alla costruzione del ponte. 

Ma i consiglieri comunali puntano il dito contro Lombardo anche per il problema del caro carburante: Aspetto questo, il presidente della Regione aveva inserito nel proprio programma elettorale, promettendo di risolvere la questione delle accise sul petrolio. “Petrolio che produciamo qui in Sicilia -puntualizzano- senza che

l’Isola ne abbia alcun beneficio. Da quattro anni Lombardo nicchia su quest’argomento e non prende una posizione netta e chiara. Non possiamo accogliere con favore le dichiarazioni del presidente della Regione, che si limita a fare un’analisi fredda dell’attacco frontale che prima Berlusconi e adesso Monti hanno operato nei confronti della nostra terra. Ci saremmo aspettati delle posizioni più dure, delle proteste più forti e che oggi più di prima facesse valere le ragioni e le prerogative di uno Statuto che consentirebbero alla Sicilia di giocare un ruolo davvero autonomo. Le dichiarazioni di Lombardo hanno il sapore amaro dell’inerzia politica con cui opera chi in questi anni ha sempre saputo in che direzione si sarebbe mossa la volontà dei manovratori e del naufragio del Corridoio 1 Berlino-Palermo ed oggi si limita a celebrarne il funerale. Ci chiediamo –aggiungono ancora Caprì, Barbalace, Zuccarello e Caliò- come possa il massimo vertice della nostra Regione sottovalutare la posizione strategica della Sicilia, posta al confine tra Sud Europa e Nord Africa, rispetto al flusso di beni e commerci proveniente da Oriente attraverso Suez: una vera e propria piattaforma logistica posta al centro del Mediterraneo, che dovrebbe tornare ad essere il nodo cruciale degli scambi commerciali. Il tutto, all’interno delle cornice del rinnovamento democratico che coinvolge i Paesi africani e mediorientali e che apre sviluppi sconfinati e fino a poco tempo fa inimmaginabili alla partecipazione ed all’interazione di enti locali, imprese ed istituzioni dei paesi frontalieri. Siamo fermamente convinti -concludono i quattro consiglieri- che solo uno scatto d’orgoglio, che potrebbe partire proprio da Messina, fornirà il colpo d’ala necessario per mettersi alla testa di iniziative importanti che sono urgenti ed improcrastinabili, pena l’esclusione definitiva della nostra città e della Sicilia dai circuiti economici futuri”.