Polo materno-infantile al Piemonte, la FP Cgil chiede incontro

Clara Crocè, segretario generale FP Cgil di Messina

A pochissimi giorni dall’insediamento del nuovo management aziendale, ecco che scoppia un vecchio caso che tanto ha appassionato la nostra città e che ha visto posizioni e contrapposizioni: l’accorpamento dei punti nascita degli ospedali Papardo e del Piemonte.

“Tutti coloro che oggi gridano allo scandalo e utilizzano slogan partigiani per condannare la decisione adottata dal neo direttore generale Michele Vullo – affermano il segretario generale della FP Cgil di Messina Clara Crocè con i responsabili di settore Nino Trino e Carmelo Pagana e  i rappresentanti di FP Cgil Medici Attilio Andriolo e Guglielmo Catalioto- erano perfettamente a conoscenza di tutto.

D’altra parte, carta canta e basta leggere i verbali delle riunioni sindacali che si sono tenuti nel tempo per notare come lo stesso commissario Caruso in attesa del finanziamento del progetto dell‘Ospedale della Mamma e del Bambino avesse proposto ai sindacati l’accorpamento dei punti nascita”.

La FP Cgil ritiene necessario ricordare di essere stata l’unica organizzazione sindacale a non firmare quell’accordo e anche per questo basta leggere i comunicati stampa. Mentre i soggetti che oggi agitano le masse e gli operatori non hanno esitato un solo istante a sottoscrivere quanto proposto dal commissario Caruso: l’accorpamento dei due punti nascita, in attesa del finanziamento del Polo Materno-infantile. Il provvedimento di unione fu sospeso solo grazie alle vibranti proteste della FP Cgil.

Lo scorso lunedì si è tenuta una riunione sindacale con il nuovo manager Michele Vullo, che non ha mai messo in discussione la necessità di mantenere aperto il presidio ospedaliero. Durante l’incontro sono state tuttavia attentamente analizzate le criticità del Piemonte, palesi e conosciute ai più. Tutti sappiamo infatti degli infiniti lavori di messa in sicurezza, dei 78 posti letto a fronte dei 121 previsti, delle difficoltà enormi nel dare risposte assistenziali proprio per la carenza di prestazioni specialistiche, di posti letto e di organico.

Di fatto, dei fasti di un tempo l’ospedale Piemonte ne conserva solo le memorie, rappresentando oggi il fratello minore, il surrogato dell’ormai più blasonato Papardo. E questo a causa di una politica sanitaria che certosinamente ne ha decretato, in tempi non sospetti, la morte per inedia.

Cosa fare per salvarlo da questa lenta agonia e ridargli il doveroso lustro per se stesso e per la cittadinanza? Secondo quanto riferito dal DG Vullo, per quanto la sua naturale vocazione sia sempre stata l’emergenza, oggi purtroppo tale strada risulta di difficile percorribilità, proprio in virtù di un’ottimizzazione delle risorse voluta dalla riorganizzazione delle rete ospedaliera volta ad eliminare costosi doppioni.

L’alternativa è rappresentata dalle eccellenze sanitarie, grazie alle quali il Piemonte potrebbe, per precisa volontà politica, ritornare ai fasti di un tempo attraverso la messa in pratica del vecchio progetto di Ospedale della Mamma e del Bambino o Polo Materno-Infantile che dir si voglia.

Secondo quanto sostenuto dall’assessorato regionale alla Sanità, questo rappresenta un progetto ambizioso che non si riduce al mero punto nascita, ma a un centro che a 360° potrebbe fornire risposte assistenziali alla cittadinanza, dando al Piemonte con una precisa connotazione sanitaria attraverso un pronto soccorso ostetrico-ginecologico-pediatrico e con tutti i servizi satellite necessari per svolgere tale mandato in assoluta sicurezza sia per gli operatori che per gli utenti, secondo i più moderni principi di governance sanitaria.

Dopo l’incontro dei giorni scorsi all’assessorato regionale alla Sanità tra la delegata

dall’assessore Borsellino Rosaria Mulè e i sindacati per l’approvazione del piano di riordino della rete ospedaliera  della provincia di Messina, si è convenuto, su proposta della Mulè e anche in considerazione dell’opposizione presentata dalla FP Cgil Medici, di sospendere nell’immediato l’indicazione a trasferire  l’ostetricia del Papardo al Piemonte, dando incarico al direttore generale Vullo di incontrare  le organizzazioni sindacali e le parti sociali per individuare le soluzioni più idonee e meno penalizzanti per l’utenza messinese.

Secondo FP Cgil e FP Cgil Medici  è necessario fare chiarezza ed è stato richiesto un incontro alla VI Commissione dell’ARS e all’assessorato alla Sanità  per avere risposte in merito alla riorganizzazione dei due presidi ospedalieri.

Il sindaco Accorinti, prima di rilasciare dichiarazioni, dovrebbe acquisire le giuste informazione ed esercitare il proprio ruolo nella qualità di presidente dell’Assemblea dei Sindaci, che ha competenza nella programmazione sanitaria, e chiedere un incontro all’assessore Lucia Borsellino.

Aggiornamento delle 17.24

“La posizione di Cisl e Uil è stata sempre netta e ferma sull’Ospedale Piemonte. Vogliamo ricordare – dichiarano i segretari della Funzione Pubblica di Cisl e Uil di Messina Calogero Emanuele e Pippo Calapai – che già nell’ottobre de 2013 Cisl e Uil ribadivano che il Piemonte non poteva essere messo in discussione proprio perché a quel tempo l’assessorato regionale alla Sanità intendeva declassare il presidio ospedaliero.

Grazie alle iniziative promosse da Cisl e Uil,  è stato difeso e mantenuto dalla popolazione messinese attraverso petizioni e assemblee popolari perché rimanesse un punto di riferimento per l’emergenza-urgenza e l’istituzione del polo materno-infantile doveva e deve essere aggiuntivo e integrativo all’attività di emergenza-urgenza e nel contempo procedere all’implementazione degli attuali 121 posti letto.

Purtroppo dobbiamo riprendere la mobilitazione per ribadire ciò che abbiamo fatto in questi anni. L’assemblea di mercoledì 16 luglio, alla quale sono stati invitati a partecipare la deputazione messinese nazionale e regionale, oltre al sindaco, agli assessori, i componenti del Consiglio e delle Circoscrizioni, deve servire a fare chiarezza.

Il Piemonte è un punto strategico per la città e per l’hinterland messinese e non può essere messo in discussione la specificità e la peculiarità di emergenza-urgenza.

Questi erano gli impegni assunti dall’assessore alla Sanità Lucia Borsellino e dal commissario Caruso. Questi impegni devono essere mantenuti e pensiamo che il sindaco per primo debba sostenere la nostra battaglia, se serve anche sui tavoli palermitani, per evitare un ulteriore scippo alla città”.

Aggiornamento 18.09

“Quello a cui stiamo assistendo nel caso dell’ospedale Piemonte è un balletto piuttosto assurdo, che poco ha a che vedere con una
razionalizzazione sensata”. Così il deputato regionale del Nuovo CentroDestra Nino Germanà.

“La struttura ospedaliera è posta in un punto strategico della città ed è essenziale. Si smetta una volta per tutte di minacciarne l’esistenza in nome di una riorganizzazione dei presidi sanitari che, con il dovuto rispetto per l’assessore Borsellino, è forse il caso valuti con chi ha la cognizione di causa per potersi esprimere in merito.

E sposo appieno la proposta dell’onorevole Gianpiero D’Alia di istituire un serio tavolo tecnico a cui prendano parte rappresentanti delle istituzioni e addetti ai lavori.

È evidente che all’amministratrice regionale manca la conoscenza del territorio e delle sue esigenze, altrimenti non avallerebbe progetti come quello del polo materno in una struttura sanitaria che deve coprire le necessità di una fetta enorme di città che va dal centro ai villaggi. Al contrario, l’ospedale andrebbe potenziato al massimo e reso funzionale molto più di quanto non sia oggi a rispondere ai bisogni dei pazienti.

Se poi l’obiettivo è disincentivare ancora di più il pubblico -per la felicità dei privati- diciamolo e chiariamolo ai cittadini che si chiedono che ne sia del loro diritto costituzionale”.

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