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Politiche o no, il PD di Messina lavora già alle primarie

Che non tutti gradiscano le primarie cittadine in casa PD è un fatto risaputo. La caduta del Governo Monti e l’anticipazione delle politiche ha fatto tirare un sospiro di sollievo agli amanti dei vecchi sistemi, che hanno subito fatto propria l’idea che i tempi troppo ravvicinati non consentissero di organizzare le primarie in riva allo Stretto per decidere chi sarà il candidato sindaco alla poltrona più scomoda della città, quella di Palazzo Zanca.

Idea che il segretario cittadino del PD spazza via come se fosse un granello di polvere sulla manica della giacca. “Le primarie si faranno -ribadisce Peppe Grioli. L’ho già anticipato proprio al vostro giornale all’inizio di ottobre, quando nessuno pensava che il Governo Monti non avrebbe tenuto fino alla primavera, e lo ripeto anche adesso: le primarie sono previste dal nostro Statuto, la direzione del partito le vuole e non sono in discussione”. Più chiaro di così.

Fin qui la versione ufficiale, dalla quale Grioli non si sposterebbe neanche sotto minaccia. Poi ci sono i sussurri e le voci di corridoio. Perché la vox pupuli indica proprio Grioli come il candidato più indicato del PD a ricoprire il ruolo di sindaco a Messina. Su facebook è persino stata creata una pagina “Grioli sindaco”, che in poche ore arrivò a oltre mille contatti e che adesso si attesta a 1.359. Iniziativa che non è stata un’autocandidatura, come qualcuno ha tentato di far passare, dando prova di una mancanza di eleganza degna di ben altra causa, ma un’idea che a Grioli ha fatto sì piacere ma che non è stata in alcun modo sollecitata, come lo stesso ha dichiarato pubblicamente.

Peppe Grioli, segretario cittadino del PD

Ma i sussurri danno anche come diretto antagonista di Grioli alle primarie Felice Calabrò, il coordinatore dei gruppi PD al Comune.  Ipotesi questa, che se fosse vera qualche problema potrebbe crearlo, visto che i due sono amici da sempre ed attingono allo stesso bacino di voti. Non a caso, uno è consigliere provinciale e l’altro comunale. Un po’ di tensione tra i militanti già c’è, anche se ancora è ferma alle battute al vetriolo rigorosamente tenute nel chiuso delle stanze.

A meno che, commenta sottovoce ma neanche troppo qualche saggio del PD, questa possibilità non sia stata messa in giro artatamente proprio per creare una spaccatura tra i due a probabile vantaggio di un terzo uomo.

Per il momento non identificato anche perché, absit iniuria verbis, non è che nel Partito Democratico di Messina abbondino figure all’altezza della sfida che aspetta non chi vincerà le primarie, ma chi si aggiudicherà le amministrative del 2013 e dovrà gestire una delle città più disastrate d’Italia dal punto di vista economico, con un buco nei conti che probabilmente supera i 300 milioni di euro tra debiti certificati e debiti nascosti sotto il  tappeto.

In ogni caso, il problema reale è un altro ed è l’organizzazione delle primarie, che devono necessariamente precedere le politiche.

Felice Calabrò, coordinatore gruppi PD

“In questo momento stiamo lavorando per la presentazione della Conferenza programmatica “Obiettivo Messina”, che durerà tre giorni durante i quali il PD presenterà le proprie idee per il futuro della città -spiega Grioli. Idee che ovviamente saranno condivise con la coalizione che lavorerà con noi, per creare una vera alternativa al disastro attuale.

Non nego che l’anticipazione delle politiche qualche problema lo stia creando, ma in ogni caso dobbiamo riuscire lo stesso ad arrivare fino in fondo non solo perché mi sono impegnato pubblicamente a fare le primarie, ma anche perché, ripeto, sono previste dal nostro Statuto.

Ovviamente, dovranno esserci regole certe sia su come procedere che su chi deve votare e tutto avverrà nella più assoluta trasparenza. Episodi come quelli del voto di Pippo Isgrò, un ex assessore del PDL, alle primarie nazionali del PD non dovranno più ripetersi. E poi, come già ho detto, chi ha più filo tesserà”.

A mal digerire questa presa di posizione è l’UDC. Che di primarie non vuole proprio sentirne parlare né a livello nazionale né a livello locale. Toccherà allora al Grande Tessitore Francantonio Genovese, riuscire a salvare capra e cavoli, organizzando le primarie che la maggior parte del PD messinese vuole, ma senza scontentare il nemico-amico Gianpiero D’Alia, fondamentale per togliere in un sol colpo al PDL Comune e Provincia dopo anni di dominio incontrastato. Resta da vedere come ci riuscirà, ma questa è un’altra storia.