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Politica. Sport a Messina, De Luca: “Impianti abbandonati e inadeguati, valorizzare la squadra di calcio”

MESSINA. “Messina non è più agorà perché sono mancate le giuste strategie e gli adeguati investimenti per rendere socievole e sicuri gli spazi e le infrastrutture urbane contribuendo così ad isolare ogni singolo individuo ed a far perdere il senso di comunità che ogni infrastruttura pubblica ha la capacità di salvaguardare”. Così il candidato sindaco Cateno De Luca durante una conferenza stampa sugli impianti sportivi. “La politica – prosegue De Luca –  ha scelto di disaggregare la città, mentre le istituzioni scolastiche e universitarie hanno proseguito nel salvaguardare anche in tale contesto i propri interessi corporativi, coltivando i propri spazi aggregativi senza alcuna sinergia con il palazzo municipale e aborrendo qualsiasi forma di mutuo soccorso che avrebbe potuto evitare la realizzazione di doppioni infrastrutturali, costose gestioni in gran parte fallimentari soprattutto sul fronte municipale e l’utilizzo di strategici spazi ed infrastrutture soltanto in una parte della giornata o dell’anno. Tutte queste strutture sportive risultano essere totalmente inagibili e in buona parte vetuste anche per l’anzianità delle stesse e prive dei requisiti necessari, consequenziali alla variazione del quadro normativo in materia, risultando pericolose, inadeguate strutturalmente e non idonee al pubblico utilizzo.

La maggior parte degli impianti sportivi sono stati dati in comodato d’uso a società sportive già in condizioni non idonee al pubblico utilizzo, con impianti elettrici non adeguati, barriere architettoniche che non facilitano la fruizione per i portatori di handicap, gravi condizioni igienico-sanitarie, lesioni strutturali dei lastrici solari che rendono, a causa di anni di infiltrazioni, pericolosi o meglio pericolanti i tetti, oltre al deterioramento dettato dal tempo e dalla mancata manutenzione che in taluni casi, anche i comodatari non hanno mai effettuato.

Stranisce che l’Amministrazione comunale non solo non abbia provveduto ad aumentare le tariffe (ancora oggi sono  quelle del 2012) ma non abbia neppure preteso in tanti casi dagli affidatari degli impianti il risarcimento o la corresponsione minima, come previsto dal D.M. 31 dicembre 1983, del 36% delle utenze, che in vero sono gravate e continuano a gravare, tranne qualche rara eccezione, sulle casse comunali nonostante le clausole di affidamento li pongono a carico degli affidatari. L’attuale esecutivo -prosegue De Luca-  non interloquisce con l’ACR Messina. La società ha chiesto la possibilità di poter usufruire dello stadio San Filippo anche nel periodo estivo (la convenzione scade a settembre), così da poter organizzare amichevoli e iniziative che coinvolgano anche i bambini, ma l’amministrazione comunale ha dato un secco no.

Il Messina ha chiesto uno sconto sul costo della convenzione ricevendo un altro no e quindi tra qualche giorno consegnerà la gestione dello stadio San Filippo al Comune, revocando la convenzione e usufruendo dello stadio solo per i giorni delle gare. Per poter condividere un ragionamento serio, che possa determinare un circolo virtuoso, appare necessario sottoscrivere una convenzione pluriennale, affinché la società da un lato possa programmare oltre agli eventi sportivi e non anche la manutenzione importante ed eventuali interventi migliorativi dello stadio, accedendo ai fondi messi a disposizione del credito sportivo. Dall’altro, il Comune avrebbe la certezza di un ritorno in termini economici sia attivi (contributi versati, eventuali quote sugli eventi importanti, ecc.) e lo sgravio della gestione che negli anni aumenta in maniera iperbolica (utilizzo dello stadio, vetustà e altro).

“Nel rispetto delle norme contabili -ha aggiunto l’assessore designato alle infrastrutture Salvatore Mondello – intendiamo sostenere il Messina, nella convinzione che il calcio, indipendentemente dai detrattori, è una forma di aggregazione e di socializzazione importante anche sotto il profilo identitario di una città. In merito è opportuno fare alcune osservazioni di ordine pratico: il San Filippo, proprio per la peculiarità di essere un grande stadio, necessita oltre a una manutenzione straordinaria (derivante sostanzialmente dalla pessima gestione che ha portato ad atti di vandalismo che hanno determinato danni importanti), anche di una copertura. Questo gruppo di lavoro ha messo in campo la filiera programmazione-progettazione-modalità di attuazione (ricerca di finanziamenti e forme di partenariato). Con tali migliorie, lo stadio andrebbe utilizzato anche in chiave di landmark territoriale e attraverso procedure oculate di marketing sarebbe possibile attrarre eventi durante tutto l’anno, sia sportivi che di spettacolo, evitando possibilmente di demandare l’organizzazione a non messinesi.

In merito allo stadio Celeste, è evidente che risulta essere uno stadio più adeguato per l’attuale situazione calcistica cittadina, per dimensioni, accessibilità e indubbiamente per la storia -prosegue Mondello. Pertanto, occorre verificare quale sia lo stato dell’arte e cosa necessiti affinché si possa ottenere l’agibilità per l’utilizzo dello stesso da parte delle realtà calcistiche cittadine. Le attuali condizioni economiche degli Enti Locali rendono quanto mai impossibile l’utilizzo del vecchio modello regolativo di pianificazione-attuazione basato sulla legge urbanistica del 1942. L’elemento cardine delle procedure basate sulla legge quadro urbanistica nazionale era l’esproprio, come elemento fondamentale dell’attuazione del Piano Regolatore. Tale procedura non può più essere attuata come unica modalità per mancanza di risorse. I costi delle trasformazioni urbane previste nel vecchio impianto di pianificazione si sono scontrate con un apparato amministrativo privo di risorse, incapace di rendere congruenti i tempi e le previsioni delle trasformazioni alla programmazione. Ciò risulta ancor più amplificato nel settore delle attrezzature collettive, che sono risultate le qualificazioni territoriali più disattese dei Piani Regolatori. Questa condizione ha determinato la necessità di individuare nuove modalità operative di attuazione, in grado di ottimizzare le risorse e cogliere tutte le possibili occasioni di riqualificare spazi e funzioni disponibili che siano orientate verso processi strutturati di interazione tra soggetti pubblici e privati sia nella fase di progettazione sia di realizzazione delle trasformazioni urbane, attraverso lo sfruttamento delle risorse e know-how del settore privato per una migliore efficienza, efficacia ed economicità delle prestazioni contrattuali e quindi della spesa pubblica.

Discorso a parte va fatto sul tema della gestione o meglio sulle forme di gestione, ovvero alle modalità organizzative generali con cui la futura Amministrazione intende intervenire sull’argomento. È questo un aspetto che si pone a monte della fase gestionale vera e propria in quanto tale, condiziona tutte le successive fasi operative. Se si vuole perseguire l’idea della gestione privata della cosa pubblica è necessario da subito stabilire delle regole certe, valide sia per gli imprenditori, che si dovranno preoccupare di far funzionare l’opera nella totale complessità, sia per la pubblica amministrazione, che deve curare la regia ed il controllo, inteso non in senso vessatorio ma solo ed esclusivamente nell’interesse della collettività. Concepire lo sport, lo spettacolo ed il tempo libero come “i luoghi degli incontri urbani” e pertanto “centralità che curano e facilitano le relazioni”.

“Particolare attenzione – ha detto l’assessore designato allo Sport Giuseppe Scattareggia-  sarà data ai rapporti con la comunità e i comitati civici alla valorizzazione della nostra tradizione popolare, in particolare a quei gruppi e complessi bandistici che per decenni sono stati veri ambasciatori nel mondo di Messina e hanno rappresentato dei veri e propri centri di aggregazione anche nei villaggi e nelle zone più periferiche della città Necessita inoltre restituire alla città i suoi grandi eventi, uno su tutti l’Agosto messinese. Un intero mese nel quale valorizzare al meglio gli appuntamenti simbolo della nostra città, con in testa la Vara di Ferragosto, l’uscita dei giganti Mata e Grifone, ma anche le innumerevoli feste patronali, mediante l’allestimento di un calendario ricco di appuntamenti artistici, musicali, teatrali, sportivi, cinematografici e tanto altro, per allietare al meglio non solo i messinesi, ma anche i tanti turisti e croceristi che faranno tappa qui d’estate.

Nell’ambito del brand Messina si procederà all’istituzione della scuola degli antichi mestieri e delle tradizioni popolari messinesi, partendo dal censimento delle risorse umane ancora viventi per insegnare e trasmettere alle giovane generazioni le radici della nostra identità, che può rappresentare un volano di promozione e di aggregazione con sicuri sbocchi occupazionali. In tale ambito è nostra intenzione realizzare dei Centri Artistici Polifunzionali dislocati nel territorio cittadino, ovviamente accorpandone più di uno e utilizzando quelle strutture di proprietà del Comune che allo stato attuale risultano in disuso. Questi centri si dovranno occupare di avviare bambini e giovani alle varie arti quali musica, canto, recitazione, danza, pittura, scultura, tradizioni popolari ed antichi mestieri”.

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