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Politica. Cateno De Luca denuncia magistrati e uomini della Guardia di Finanza: ecco i nomi

“Con i miei legali abbiamo presentato questa ulteriore denuncia a Reggio Calabria perché vogliamo che si accerti se nei miei confronti è in atto da oltre 10 anni una persecuzione giudiziaria che cerca di minare la mia credibilità politica e come imprenditore, gettando discredito su di me e sulla Fenapi, Federazione nazionale autonoma piccoli imprenditori”. È un fiume in piena il parlamentare di UDC-Sicilia Vera Cateno De Luca, alla conferenza stampa che ha indetto per rendere noti i nomi dei magistrati che ha denunciato, accusandoli di calunnia, falso e omissioni in atti giudiziari, tentata estorsione, falsa testimonianza, abuso di potere, occultamento di prove e violazione del segreto professionale. Si tratta del procuratore generale Vincenzo Barbaro e dei pubblici ministeri Liliana Todaro e Antonio Chiarchietti della Procura della Repubblica di Messina, Monia De Francesco (Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina), Corrado Taormina (CTU in un procedimento penale), i finanzieri Ferdinando Falco, Antonino Rubbino, Jonathan Pace, Salvatore Lo Gatto, Lorenza Gallucci, Giovanni Rossello e Ottavio Piconesen e l’avvocato Giovanni Cicala.

“Tutto questo attraverso atti ripetuti e in alcuni casi nonostante archiviazioni e assoluzioni precedenti, dimostrando chiaramente come non si voglia perseguire la giustizia, ma altri intenti lesivi.

Nella denuncia faccio il nome di magistrati e di esponenti forze dell’ordine che in modo inusuale hanno indagato più volte su di me, spesso occultano prove, violando il segreto professionale o abusando del loro potere che ha portato anche a due arresti nei miei confronti, l’ultimo dei quali due giorni dopo le ultime elezioni regionali. Inoltre, il danno per la Fenapi è stato rilevante perché per colpire me non si è esitato a mettere in difficoltà una realtà nella quale lavorano oltre 500 persone.

Sono certo comunque – prosegue De Luca – che la maggior parte dei magistrati e delle forze dell’ordine di Messina siano persone perbene, oneste e che spesso rischiano la vita per noi cittadini, ma qui, come altrove, ci sono personaggi che utilizzano il proprio ruolo per gestire un potere perché fanno parte di lobby. Io ho avuto la forza di reagire ma molti altri cittadini non hanno la possibilità e la determinazione di combattere certi poteri e certe congreghe.

Ho deciso – conclude De Luca quindi – di creare per questo motivo un’associazione per tutti i cittadini vittime della giustizia, affinché possano avere un supporto per portare avanti le loro battaglie e così possa trionfare veramente la giustizia. Siamo stanchi di essere vittime di un sistema che aggredisce i cittadini spettacolarizzando la giustizia senza effettivamente ricercare la verità, ma solo per determinare un potere che possa cambiare il corso degli avvenimenti”.