Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Politica. Amministrative 2018 Messina, il Comitato dei Presidenti di Seggio mette i puntini sulle “i”

MESSINA. Il presente comunicato è stato redatto dal Comitato dei Presidenti di Seggio di Messina e nasce dall’esigenza di chiarire alcuni punti controversi a seguito della forte campagna denigratoria assunta dai media e, cosa ben più grave, da alcuni esponenti politici, che hanno riferito fatti rivelatisi non veritieri e anche calunniosi per denigrare la nostra categoria. A tal fine si rendono necessarie alcune precisazioni. La tanto discussa disorganizzazione che a ogni elezione si verifica, in particolare alle amministrative, e ricade sui presidenti, va ricondotta principalmente alla circostanza che alcune sezioni contano circa 1.400 votanti, mentre altre 400, causando disparità di trattamento nella quantità di lavoro e in particolare nelle operazioni dello spoglio. Tale situazione andrebbe risolta dividendo i votanti in proporzione equa tra le sezioni. 

Poi, deve essere evitata la nomina di presidenti alle prime armi, che invece andrebbero scelti tra soggetti che abbiano partecipato almeno a tre tornate elettorali (di cui almeno una come segretario) o andrebbero predisposti corsi anche tenuti dagli stessi presidenti anziani che si potrebbero svolgere anche mediante la presenza volontaria durante le operazioni del seggio.

La stessa cosa deve dirsi per gli scrutatori, che devono essere ugualmente formati, magari partecipando gratuitamente ad almeno tre elezioni, così da comprendere il meccanismo di svolgimento di tutti gli adempimenti. Il modello n° 38-CS, comunemente detto Verbale delle operazioni elettorali, deve essere semplificato, perché la sua compilazione risulta difficoltosa, anche perché alcune sezioni sono pressoché inutili ai fini del risultato elettorale ma utili ai fini statistici e non si ritiene che ciò sia compito dei seggi.

Indispensabile anche che i registri di scrutinio e i verbali siano già compilati con i nominativi dei candidati o, in alternativa,  che sia data la possibilità di incollare fogli con i nominativi negli spazi previsti, stante che l’inserimento manuale dei nominativi dei candidati è un lavoro enorme e nel caso di quasi 1000 nominativi (come a quest’ultima elezione) ha di fatto rallentato le operazioni e causato stanchezza nei componenti il seggio.

Deve essere predisposto materiale di cancelleria completo e abbondante: la maggior parte dei presidenti ha dovuto attrezzarsi e portare tutto da casa. Fondamentale fornire l’elenco completo di tutti i numeri di telefono degli uffici (Comune, Prefettura e altri) da chiamare se si è in difficoltà, con la presenza h24 di funzionari. Gli spazi assegnati devono essere idonei per effettuare lo scrutinio, mentre a oggi sono troppo piccole e i banchi, oltre a non essere sufficienti, non sono di certo fruibili da gente adulta.

Le operazioni di scrutinio debbono necessariamente iniziare la mattina successiva al voto alle 7, così da adempiere diligentemente al proprio dovere considerata la delicatezza delle operazioni di spoglio, in quanto non è concepibile sopportare il carico di 30 ore continue di lavoro, senza riposo e sottopagati. Tutti noi presidenti, in particolare chi svolge questo incarico da molti anni, non lo ha mai fatto per i soldi ma esclusivamente per senso civico, per passione e soprattutto nell’interesse della collettività, nonostante le grandi responsabilità e, a volte, anche rischi personali. Infine, si sottolinea la mancata conoscenza delle norme basilari che regolano le operazioni elettorali da parte della maggior parte dei rappresentanti di lista e anche dei candidati, che pretendono con arroganza e quasi come un obbligo di legge che i presidenti facciano tutto ciò che dicono loro, sconfinando a volte nell’illecito. Si auspica pertanto che siano apportate le dovute modifiche e che si apra un tavolo di lavoro per apportare dei correttivi che agevolino il lavoro dei presidenti e delle loro sezioni, così da evitare di essere costretti a dimetterci in massa per tutelare la nostra categoria e la nostra dignità di esseri umani”.