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Poli: “Nessuna economia, puntiamo alla sicurezza di mamme e bambini”

Francesco Poli, commissario del'ASP 5

Se gli si parla di tagli tira fuori gli artigli. Francesco Poli, classe 1937, catanese, da poco rientrato in qualità di commissario sul ponte di comando dell’ASP 5 che gestì in passato da direttore generale, mette i puntini sulle “i” rispetto alle polemiche suscitate dalla chiusura di 23 punti nascita in Sicilia. 

“Intanto è più opportuno parlare di riorganizzazione -puntualizza. Del resto, dal ministero abbiamo orientamenti ben precisi che dobbiamo applicare rispetto alla sicurezza delle mamme e dei bambini. Certi standard sotto i quali non si può scendere si ottengono solo quando c’è un certo numero di parti ogni anno e si può contare su specialità fondamentali in caso di emergenza (trasfusioni, neonatologia, anestesia e altro). Diversamente, i rischi ci sono. Strutture che registrano 70 parti l’anno quali garanzie per la sicurezza possono dare?”. 

Lei ha dichiarato che non vuole sentire parlare di tagli dei punti nascita. “Certo, perché la parola giusta è riqualificazione e non mi riferisco solo al problema dei punti nascita. Quando un cittadino si rivolge ad una struttura ospedaliera, deve poter contare su servizi fondamentali 24 ore su 24. Alle sue spalle deve avere la diagnostica e l’area medica, una chirurgia bene attrezzata e non più singole divisioni. Il paziente che arriva in ospedale deve essere curato per pochi giorni se la patologia non è grave o trasferito immediatamente in centri di eccellenza

se necessario. Quello che deve essere chiaro, è che non si può avere tutto in tutti i posti”. 

E per quanto riguarda il problema dei punti nascita che saranno soppressi? “Stiamo lavorando ad una riqualificazione completa e puntiamo all’attivazione di punti di riferimento che saranno pronti entro la fine dell’anno. Per le mamme ed i bambini vogliamo una rete che dia certezza e sicurezza. Del resto, il parto naturale può essere affrontato nelle strutture sparse nel territorio, quelli con complicazioni saranno gestiti in nosocomi opportunamente attrezzati. Del resto, ormai sin dai primi mesi di gravidanza si eseguono numerosi esami che consentono di prevedere se il parto sarà a rischio o no. Un parto a rischio raramente arriva all’improvviso. Ospedali come Lipari e Mistretta che hanno rispettivamente 28 e 30 posti, quali standard di sicurezza possono garantire? Del resto, mi creda, alla prima difficoltà, anche chi adesso sta sollevando la questione se ne va altrove a farsi curare”. 

Cosa sostituirà i punti nascita soppressi? “Siamo già all’opera per rimpolpare e riqualificare i 27 consultori dislocati sul territorio provinciale, perché siano presto in grado di fornire assistenza ed accertamenti adeguati. L’aspetto normativo è completo, adesso si tratta di modificare l’approccio al problema. Non solo da parte dei cittadini, ma anche del personale medico. C’è bisogno di una campagna di informazione corretta sul piano generale e ci stiamo già lavorando. Vorrei che fosse chiaro che questo non è un problema di risparmio delle risorse, ma di riqualificazione. I tagli non comporteranno grandi risparmi, ma ci faranno guadagnare in sicurezza”.