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Pippo Rao e il Risanamento, arrivederci amore ciao

Pippo Rao

In meno di 3 anni ha sbloccato o dato impulso a progetti per oltre 70 milioni di euro e messo in circolo denaro che porterà alla realizzazione di 500 alloggi contro i 350 realizzati tra il ’94 ed il 2008. Ma tutto questo non è bastato per salvare la poltrona di Pippo Rao, liberale da sempre, approdato nel PDL nel 2008 dopo un breve passaggio con IDV, assessore al Risanamento del Comune di Messina. La dura legge della real politik non perdona. A dispetto del lavoro svolto, dalla sera alla mattina gli è stato chiesto di lasciare il posto a Roberto Sparso, che a sua volta ha liberato il posto in consiglio che ha reso felice Roberto Nicolosi, primo dei non eletti. 

Si è detto che è stato rispettato un accordo precedente alle elezioni del 2008, ma è andata davvero così? “Assolutamente no. Non c’erano accordi di alcun genere. Faccio politica da una vita, nel Partito Liberale ho avuto incarichi nazionali. Non mi sarei mai abbassato a patti come questo. La mia famiglia vive fuori, io sto a Messina solo con mia moglie, tutto quello che ho fatto l’ho fatto davvero per il bene della città. All’inizio degli anni ’90, quando da assessore mi occupai del Piano di Risanamento delle zone più degradate della città, e in quest’occasione. Non mi sono neanche candidato nel 2008, sapendo che il mio compito in questa Giunta sarebbe stato per 5 anni quello di liberare la città dalle baracche”. 

Qual è il

suo bilancio dopo quasi 3 anni di lavoro per risolvere una vicenda che va avanti dagli anni 40? “Ovviamente positivo. Ma non lo dico io, basta guardare i numeri prodotti dal mio assessorato dal momento del mio insediamento. Quello che abbiamo fatto noi in 3 anni e quello che è stato fatto in 14 anni tra il 1994 ed il 2008. La mia grande amarezza è di non poter concludere il lavoro iniziato”. 

Allora cosa c’è dietro questo passaggio che ha sorpreso tutti? “Qualcuno ha voluto portare in Consiglio Nicolosi e ha scelto la strada più facile. Io non avevo sentore di nulla e fino all’ultima riunione del gruppo che fa riferimento a Nino Beninati, nessuno ha parlato di avvicendamenti all’interno della corrente. Evidentemente c’è chi ritiene di poter fare a meno dell’opinione pubblica, senza pensare che l’opinione pubblica prima o poi farà a meno di lui”. 

Il suo allontanamento ha suscitato una durissima levata di scudi anche da parte degli altri partiti. “Sì, in mezzo a tanta amarezza è la cosa che mi ha fatto più piacere. Da Risorgimento Messinese all’UDC e al PD, tutti hanno solo guardato al lavoro svolto, criticando questa scelta. Ecco, insieme alla gratitudine che i messinesi mi hanno manifestato durante il mio mandato e anche in questo frangente, questa è la conferma che ho lavorato davvero per il bene di tutti”. 

Adesso cosa farà? “Intanto le vacanze che non prendo da 3 anni e poi ne approfitterò per riflettere. Sento di avere ancora molto da dare a Messina. Se ci saranno le condizioni, metterò a disposizione la mia energia ancora una volta, perché è un patrimonio che non voglio disperdere”.