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Pippo Famiano confermato segretario generale della Filca Cisl

Pippo Famiano, segretari generale Filca Cisl

Pippo Famiano confermato alla guida della Filca Cisl di Messina. Per altri quattro anni Famiano sarà il segretario generale del sindacato dei lavoratori edili.

L’elezione è avvenuta al termine del IX Congresso provinciale, al quale hanno partecipato il segretario nazionale Filca Salvatore Scelfo, il segretario regionale Filca Santino Barbera e Paola Zito, della segreteria provinciale. Confermati al fianco di Famiano Franco Catalano e Carmelina Ferrara.

“Anche il 2012 è stato un anno difficile per l’edilizia messinese -ha dichiarato Famiano nel proprio intervento. “La crisi ha fatto registrare un crollo degli appalti pubblici del 40%. Dai dati forniti dalla Cassa Edile di Messina risulta che il numero dei lavoratori iscritti è passato dai 13.982 del 2008 ai 10.377 del 2012, con una diminuzione di 3.605 unità. Il numero delle imprese iscritte alla Cassa Edile , 2.835 del 2008, è sceso a 2.554 del 2012. Il monte salari denunciato registra un notevole decremento: infatti da 102 milioni di euro del 2008 si è arrivati ai 74 milioni dell’anno scorso. Il monte ore denunciato registra una flessione, in quanto da 11 milioni 461 mila ore lavorate nel 2008 si è arrivati a 7 milioni 451 mila del 2012”.

Il settore edile è ormai agonizzante e Famiano punta il dito contro la classe politica, giudicata “assente, disinteressata allo sviluppo economico del proprio territorio e alle problematiche dei disoccupati. La sua principale preoccupazione è difendere la poltrona che occupa. I pochi cantieri aperti chiudono perché gli enti appaltanti non pagano lo stato di avanzamento lavori”.

Ma il segretario generale della Filca Cisl di Messina denuncia anche i numerosi appalti già finanziati ma fermi. “Il caso più eclatante è quello dei lavori per l’ammodernamento della strada statale 117, la Santo Stefano Camastra-Gela -spiega. Un cantiere è stato chiuso dopo la rescissione del contratto con la Saicam da parte dell’Anas, mentre gli altri non riescono neanche a partire. La situazione è critica perché si rischia di mettere in pericolo non solo il 10% dei lavori già eseguiti, ma anche la vita delle persone che transitano lungo la Statale Centrale Sicula. Il blocco dei lavori, inoltre, mortifica lo sviluppo economico del territorio, perché le attività produttive sono penalizzate dalle carenti infrastrutture. Vergognoso, poi, quanto sta accadendo con i porti di Tremestrieri, Capo d’Orlando e S. Agata Militello, dove tutto  rimane  fermo a  causa dei ricorsi  che comportano solo perdita di tempo e contemporaneamente aumentano il  rischio di far perdere i finanziamenti”.

Situazione disastrosa anche in città. “Sono fermi i lavori appaltati dall’IACP per la realizzazione del Parco Magnolia, di 44 alloggi a S. Lucia, di 40 alloggi a  Minissale e di 65 e 40 alloggi a Bordonaro -ha puntualizzato Famiano- finanziati, ma ancora fermi a causa di intoppi burocratici, anche 40 interventi di recupero di alloggi IACP che dovrebbero essere affidati tramite cottimo fiduciario e risulta difficile capire perché Messina sia stata esclusa dai finanziamenti per la messa in sicurezza delle scuole in aree sismiche”.

Ma per la Filca di Messina anche la messa in sicurezza del territorio è tra le priorità immediate. “Bisogna fermare il dissesto idrogeologico -ha sottolineato Famiano- perché non si ripetano eventi come quelli di Giampilieri, Saponara, Scaletta Zanclea, San Fratello e Caronia. I lavori sono fermi al punto di partenza e la classe politica non sta facendo nulla per mettere in sicurezza il territorio, per risarcire i danni alla popolazione e per far sì che le attività economiche possano ripartire”.

E per rilanciare l’edilizia Famiano propone un patto tra parti sociali, Comuni, Provincia e IACP per il rilancio dell’edilizia. “Le finalità dovrebbero essere quelle del monitoraggio delle opere pubbliche con un controllo periodico dello stato di realizzazione e del rispetto della tempistica programmata. La realizzazione di una mappatura completa di tutte

le opere già finanziate e immediatamente cantierabili per poterne velocizzare l’avvio e la conseguente apertura dei cantieri; la programmazione delle opere pubbliche”.

La segreteria Filca Cisl: da sin. Catalano, Famiano e Ferrara

Fari puntati anche sui settori del legno, lapidei, marmo, che hanno risentito degli effetti della crisi che ha colpito il settore edile. “Negli ultimi quattro anni molte aziende hanno dovuto attivare le procedure della cassa integrazione per crisi, altre hanno dovuto arrestare l’attività produttiva a causa della difficoltà di approvvigionamento dell’argilla. E dove non c’è stata la crisi, c’è stata burocrazia. Come il caso della Nebrodi Inerti, che ha arrestato l’attività estrattiva nella cava di San Marco d’Alunzio a causa  di problemi burocratici legati al mancato rilascio di un parere da parte dell’assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente”.

L’analisi del segretario generale della Filca Cisl ha toccato anche un aspetto sempre combattuto con fermezza dal sindacato: l’irregolarità nei rapporti con i lavoratori. “Sono sempre più diffuse -ha denunciato- l’utilizzo improprio  delle tipologie  contrattuali, il lavoro nero, l’evasione contributiva e il mancato rispetto delle norme di sicurezza. Il dato allarmante è l’aumento del ricorso part-time, che spesso nasconde lavoro a tempo pieno ma con tutele dimezzate o addirittura privo di coperture previdenziali né assicurative. Nei pochi cantieri ancora aperti c’è molta paura tra i lavoratori, che a causa dei problemi economici scendono a compromessi con i datori di lavoro e accettano tutto quello che è loro proposto. Troppi sono i datori di lavoro che corrispondono ai propri dipendenti importi inferiori a quelli risultanti in busta paga, costringendoli allo stesso tempo a firmarla.

Le istituzioni -ha dichiarato ancora Famiano- anche con il sostegno dei lavoratori, devono mantenere alta la guardia contro le infiltrazioni mafiose nei cantieri. È necessario che le istituzioni si adoperino per far intensificare i controlli da parte delle forze dell’ordine e non dobbiamo sottovalutare le conseguenze delle presenze mafiose, poiché nell’esecuzione dei lavori spesso si ricorre all’utilizzo di materiale non conforme e questo comporterà grossi rischi in termini di sicurezza”.

“Il problema è nazionale -ha dichiarato Salvatore Scelfo- c’è una perdita di posti di lavoro in tutta Italia di circa 550mila addetti nel settore delle costruzioni. Viviamo una condizione di estrema difficoltà. Bisogna rilanciare l’edilizia attraverso una serie di azioni, come intervenire sul dissesto idrogeologico, sulla riqualificazione del patrimonio abitativo privato e pubblico. È un’azione che porta ad un’edilizia diversa rispetto a quella che abbiamo conosciuto sino ad ora. Una buona edilizia, ecocompatibile e di qualità. Piuttosto -ha aggiunto Scelfo- il fenomeno da contrastare è il lavoro nero. I dati statistici dicono che per il 59% delle imprese censite si sono registrate irregolarità. Ciò significa che nel nostro settore è sempre presente. La possibilità di agevolare l’emersione dal lavoro nero potrebbe ridare fiato al nostro settore. Non bisogna sottovalutare il fenomeno, sempre più importante, dell’infiltrazione criminale nell’edilizia”.

“Quando si ferma l’edilizia si ferma tutta l’economia -ha affermato il segretario regionale della Filca Santino Barbera. Stiamo vivendo la crisi sulla nostra pelle perché il settore è fermo. In 4 anni abbiamo perso il 50% del volume di affari, la disoccupazione è diventata dilagante, abbiamo perso 50 mila posti di lavoro. Tutte le opere che ci avevano promesso non sono partite, mancano i progetti ed i finanziamenti. La classe politica sembra molto confusa nel programmare il futuro dei siciliani, non ci sono idee chiare. Abbiamo già formulato la nostra proposta al presidente della Regione Crocetta. Recuperiamo, intanto, i finanziamenti europei per le infrastrutture. Non è possibile che ancora oggi ci dicano che l’80% dei Fondi Fas sono gestiti da Anas e Italfer. Se è così, se Anas e Italfer gestiscono davvero i fondi strutturali che sono della Sicilia, allora bisogna pretendere l’avvio di tutti quei progetti che sono finanziati, possono dare lavoro e infrastrutture. Perché, senza infrastrutture non può esserci né sviluppo né turismo né industria”.