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#Pietraperzia. Venerdì “Lu Signuri di li fasci”, una delle commemorazioni più suggestive della Pasqua in Sicilia

Nell’ambito del Progetto Conoscenza, SiciliAntica e ATC, l’associazione che viaggia, hanno organizzato per venerdì 14 aprile una visita guidata a Pietraperzia (in provincia di Enna) per Lu Signuri di li fasci, una delle commemorazioni più suggestive della Pasqua in Sicilia. La partenza è prevista alle 15 da Palermo e Termini Imerese. Dopo l’arrivo a Pietraperzia è prevista la visita guidata al centro storico. Si parte dalla piazza Vittorio Emanuele con il chiostro dell’ex convento di Santa Maria, attiguo alla chiesa di Santa Maria di Gesù, sorto nel 1636. Il chiostro è abbellito da archi e colonne in pietra. Appena fuori dall’ex convento si trova il Teatro comunale con una interessante facciata, edificato nel 1927: sculture dei mensoloni, dei portali e dei mascheroni furono eseguite dall’artista Matteo Di Natale.

Sempre in piazza si trova la chiesa di San Rocco, edificata dopo il 1624, quando in preda alla carestia e alla peste la popolazione si rivolse al santo ricevendone la grazia. In quell’occasione San Rocco fu proclamato patrono di Pietraperzia, al posto di San Nicolò di Bari. All’interno è possibile ammirare una tela dell’Immacolata con San Rocco e San Sebastiano, d’autore ignoto, alcune statue lignee, come quella di San Rocco, dell’Immacolata, San Sebastiano e un crocifisso.

Tra la piazza Matteotti e la via San Nicolò sorge il  Palazzo Tortorici, progettato dall’architetto Ernesto Basile e costruito verso la fine del 1880 utilizzando pietra arenaria rossa. In piazza Matteotti si visita la chiesa del Rosario, unico edificio religioso a croce greca della diocesi di Piazza Armerina, con l’altare maggiore al centro. I vari elementi  dell’interno sono collegati tra loro da archi e piastrini. La struttura è arricchita da stucchi, affreschi, marmi preziosi, tele e statue lignee. Si giunge così alla Chiesa Madre, costruita sull’area dove sorgeva una chiesa medievale che Matteo Barresi, marchese di Pietraperzia, fece abbattere nel 1530, per costruirne un’altra che incorporò alla precedente.

La chiesa è a croce latina a tre navate, con archi poggianti su pilastri con cappelle laterali. Il soffitto è arricchito di cassettoni in stucco con rosoni e fogliami. Splendido l’altare maggiore, che si eleva sul coro di tre gradini rispetto alla navata centrale, dove troneggia tra colonne e stucchi, un quadro firmato Filippo Paladino del 1604. Si visita poi la chiesa della Caterva di cui si possono notare alcuni muri dell’antica struttura cinquecentesca che formavano la parte absidale di un precedente edificio trecentesco. Dell’antica chiesa non si è salvato nulla.

L’attuale edificio, sorto successivamente, era probabilmente la cripta della chiesa cinquecentesca. Originariamente questa era chiamata delle anime sante e si venera ancora un crocifisso di stile bizantino. Proseguendo si passa davanti al Palazzo del Governatore, con una grandissima balconata d’angolo sorretta da mensoloni in pietra arenaria come i portali, con sculture antropomorfe e fogliami. Si giunge

alla chiesa del Carmine a unica navata, oggi famosa perché in essa si conserva il crocifisso che è portato in processione il Venerdì Santo, opera in legno di uno scultore della famiglia Matinati di Messina.

Alle 20 dalla chiesa del Carmine prende inizio la processione di Lu Signuri di li fasci, una delle commemorazioni più suggestiva dei riti della Pasqua in Sicilia. L’anima di tutta la manifestazione è una trave di legno di cipresso di nove metri di altezza che viene innestata su una base cubitale in legno di rovere detta vara, che è portata all’esterno della chiesa verso il tramonto e lasciata in posizione orizzontale, mentre nella parte alta della trave è apposta una struttura metallica di forma circolare.

Di lì a poco i fedeli si avvicinano alla croce e cominciano ad annodare al cerchio 200 fasce di lino bianco della lunghezza di 32 metri e della larghezza di 40 centimetri. La funzione delle fasce sarà quella di consentire ai fedeli di mantenere in equilibrio la lunga asta di legno durante il percorso processionale. Le fasce bianche, una volta alzata la lunga trave, che diventano fluorescenti per il riflesso della luce delle lampade impiantate sull’asse verticale della croce, viste da lontano danno ai presenti la sensazione di assistere a un avvenimento miracoloso: la visione di una montagna alta e innevata, con sulla cima un Crocifisso che si muove da sé.

Poco prima dell’inizio della processione è posto sulla sommità della croce l’antico crocifisso. Commovente il suo sincronico passaggio da una mano all’altra (passamànu) dei confrati, disposti a catena dentro la chiesa del Carmine per far pervenire il crocifisso all’esterno dell’ingresso della chiesa dove già la croce è pronta per essere innalzata. Ai piedi del Cristo in croce è posto un globo a vetri colorati, simbolo del mondo e delle sue diversità, dominato dalla potenza salvifica del Figlio di Dio. Questo globo è internamente illuminato da 4 lampade che ne fanno risaltare la sua policromia.

Particolarmente suggestivo il momento della alzata dell’alta trave: un confrate batte tre colpi sulla vara e in un guizzo di luce bianca la Croce è posta in posizione verticale pronta per iniziare la processione: alla sua perfetta riuscita è attribuito un significato beneaugurate. Invece l’artistica urna col Cristo morto che segue la processione, è portata a spalla da alcuni confrati incappucciati, mentre altri li affiancano lateralmente tenendo in mano una torcia. La processione, aperta dalla Confraternita del Soccorso, segue un ordine prestabilito e consolidato nel corso dei secoli.

Il fercolo di lu Signuri di li fasci  inizia  la processione, con una perfetta  sincronia dei fedeli  (cinquecento tra portatori e possessori di fasce)  che ne consentono il movimento. Sul sagrato antistante la Chiesa  Madre è invece portato dalle donne il fercolo dell’Addolorata, che attenderà il passaggio per accodarsi e chiudere la processione. A Pietraperzia l’Addolorata è portata a spalla dalle donne della Confraternita omonima. Per iscrizioni: 091-8112571 e 346-8241076, e-mail provinciapalermo@siciliantica.it.