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Piano riequlibrio pluriennale Messina, Gioveni: “Che il sindaco rendiconti alla Commissione Bilancio”


MESSINA. Urge definire la laboriosa vicenda del piano di riequilibrio pluriennale per stabilire definitivamente se il Comune di Messina può essere considerato Comune virtuoso e proiettarsi sugli investimenti futuri e sul rilancio dell’economia! Lo sostiene il consigliere comunale del Gruppo misto Libero Gioveni che adesso reclama in audizione il sindaco Cateno De Luca alla Commissione Bilancio. “Il primo cittadino – dichiara Gioveni – oltre a rendicontarci sulla sostenibilità del piano, visto che siamo già giunti al terzo semestre di verifica dall’ultima rimodulazione, potrà senz’altro relazionare in Aula sull’interlocuzione che si sta avendo col Ministero dell’Interno e sui tempi certi che dovrà ancora attendere la città che ha tutto il diritto, specie in questo periodo di forte crisi economica, di conoscere il suo futuro”. La richiesta di Gioveni arriva a seguito dei dubbi manifestati nei giorni scorsi dal Collegio dei Revisori dei Conti sull’eterna attesa del pronunciamento sul piano da parte del Ministero dell’Interno. “Bisogna fare chiarezza in Commissione Bilancio – continua Gioveni –  sul risanamento economico-finanziario di una città lasciata ormai da troppo tempo nel limbo. Faccio miei i dubbi manifestati dai Revisori ai quali risulta parecchio strano questo lungo tempo di attesa perché se si pensa che, tolto il primo piano approvato nel 2012 durante il commissariamento Croce che poi venne annullato perché giudicato insostenibile, è da ben 6 anni che fra rimodulazioni varie, l’ultima il 23 novembre 2018, il Comune di Messina viene lasciato a “bagnomaria”. Né tanto meno deve illuderci il fatto che nei mesi scorsi sia stata erogata dallo Stato una anticipazione del fondo di rotazione perché, come spiegato in Aula dagli stessi Revisori, l’arrivo delle somme rappresentano quasi un atto dovuto che esula dall’iter che sta seguendo il piano. Intanto però sapere di avere una cospicua liquidità di cassa rispetto al passato e non avere ancora la certezza che queste somme e altre che arriveranno possano essere utilizzate per pianificare lo sviluppo della città, è certamente un grosso limite che bisogna senz’altro abbattere”.

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