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Perché a Messina si continua a partorire con dolore

In un recente comunicato stampa una paziente dell’ospedale San Vincenzo di Taormina ha ringraziato i medici del nosocomio per averla sottoposta con successo alla tecnica del parto indolore nonostante altrove le fosse stata sconsigliata. Un esempio di buona sanità e professionalità dunque.

In Sicilia sono ancora pochi i casi in cui viene effettuata sistematicamente la partoanalgesia che consente di diminuire i dolore delle contrazioni durante il travaglio. Messina però si sta attrezzando. “ In ospedali quali il Buccheri La Ferla Fatebenefratelli di Palermo il parto indolore è un intervento routinario e quasi l’80% delle nascite avviene così -spiega Angelo Cordopatri, dirigente medico presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Papardo. Proprio per questo motivo c’è una convenzione con quest’ospedale e tutti gli anestesisti del Papardo-Piemonte stanno seguendo proprio lì i corsi di preparazione. Entro settembre dovrebbero iniziare a recarsi a Palermo anche le ostetriche, mentre gli anestesisti termineranno ad ottobre -continua Cordopatri. Speriamo di arrivare entro la fine dell’anno ad avere tutti i medici preparati per poter avviare in modo costante la pratica della partoanalgesia. Al momento, noi siamo in formazione e qualche intervento già si fa al Policlinico”

Conferma anche Luisa Barbaro, dirigente dell’Asl 5 di Messina. “Si procede con questo intervento su richiesta della gestante -spiega. Io ho avuto la possibilità di assistere ad un parto indolore ed è davvero una bella esperienza. La donna è totalmente capace di gestire il proprio corpo e di controllare i propri movimenti”. Una testimonianza in piena controtendenza con i diffusi pregiudizi che l’analgesia non aiuti la partecipazione della donna alla nascita del bambino.

Di certo, non si tratta di un’operazione facile e necessita particolari competenze e attenzioni. “Non basta avere anestesisti e ostetriche -puntualizza Cordopatri. Bisogna lavorare come un team, perché è un’operazione che richiede massima sinergia fra tutte le professionalità che vi partecipano. Inoltre, prima di decidere che una donna possa sottoporsi ad un intervento del genere, occorre valutare che ci siano condizioni cliniche normali, come ad esempio un’adeguata grandezza del bacino e del bambino”.

In diverse regioni e nella maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea il parto indolore è una realtà già da molti anni. A Messina, nel frattempo, ci si sta ancora attrezzando.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.