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Per sfortuna che ci sei

Paese: Francia

Genere: Commedia sentimentale

Durata: 87 minuti

Regia: Nicholas Cuche

Il brillante consulente coniugale Julien Monnier ha una vita di successo, soddisfacente e di buon livello, tranne un insignificante dettaglio:  non è in grado di mantenere una relazione più a lungo di qualche settimana. Il problema è causato dal fatto che porta una sfortuna nera a tutte le donne a cui si avvicina. Le sue ex fidanzate sono letteralmente segnate, nel fisico e nella mente, dai vari incidenti di cui sono state vittime durante il rapporto con lui. Poi arriva Joanna, e Julien è talmente scoraggiato che è quasi tentato di lasciar perdere. Ma il destino ha deciso di metterci lo zampino e una serie di eventi li legherà indissolubilmente. Riuscirà Joanna a resistere a quest’uragano di sfortuna in nome dell’amore?

La superstizione al giorno d’oggi è più che mai tenuta in considerazione; ognuno di noi ricorre a gesti scaramantici seppur minimi, magari raramente e di nascosto, ma lo fa. Nicholas Cuche prende spunto da questa idea e realizza

una frizzante commedia sentimentale, che fa ridere lasciando però l’occhio pronto ad inumidirsi per l’happy end. Dopo un lungo silenzio in cui si è dedicato più alla televisione, Cuche ci presenta una commedia ironica in stile americano senza però abbandonare la scuola francese, evidenziata da una comicità puntata sul doppio senso e l’equivoco che si mantiene sempre entro certi limiti, senza mai scadere nella volgarità. Il buon esito del film è dato anche dalla forte caratterizzazione dei personaggi, che arrivano ad essere quasi delle caricature di genere, interpretati da attori poco noti in Italia, che comunque fanno la loro parte dignitosamente per quasi tutto il film.

Con garbo ed ironia, Cuche porta a casa una storia d’amore non banale, il cui impianto si basa evidentemente su luoghi comuni e sul solito canovaccio: lei si innamora sempre dell’uomo sbagliato, però in questo caso c’è un elemento in più, la sfortuna/la fortuna.

La freschezza del lato comico/ironico salva dalla monotonia del soggetto, facendo passare il tempo della visione senza aver voglia di guardare l’orologio. Consigliato alle coppie.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.