Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Per Metromare OrSA e pendolari minacciano nuove proteste

Riduzione al 50% dei collegamenti o addirittura sospensione totale del collegamento veloce nello Stretto di Messina, con relativa crisi occupazionale. Queste le conseguenze prospettate in un comunicato congiuto di OrsA Sicilia, del Comitato pendolati dello Stretto, di Dimensione Trasporti e Lega delle Autonomie Siciliane.

Sul banco degli imputati il governo nazionale, che per la proroga del collegamento veloce tra le due sponde fino al 31 dicembre ha concesso solo 3 milioni di euro. Intanto, secondo il Consorzio Metromare, che gestisce il servizio, ne servono almeno 13 l’anno.

“Se le risorse disponibili dovessero essere così esigue – dichiarano i rappresentanti sindacali e dei comitati- ci ritroveremmo di fronte ad un nulla di fatto e all’ennesima dimostrazione dello stato di abbandono in cui  è da tempo relegata l’area dello Stretto. In questo modo si rischierà un ulteriore scadimento qualitativo e quantitativo del servizio oggi offerto, già insufficiente, alle migliaia di pendolari che ogni giorno attraversano le due sponde.

Seguendo i parametri del vecchio bando, per i sei mesi di proroga dovrebbero invece essere corrisposti al Consorzio Metromare (costituito dalla Ustica Lines come socio di maggioranza e da RFI, ndr) intorno ai 4 milioni e mezzo di euro, mentre  le recenti modifiche in termini di oneri fiscali  e  di costo del lavoro farebbero lievitare i costi gestionali a 6 milioni di euro unicamente per mantenere l’attuale servizio. Temiamo che stanziamenti insufficienti a garantire i costi d’esercizio  potrebbero portare lo stesso consorzio Metromare a ridurre drasticamente fino al 50% il numero degli attuali collegamenti tra le sponde o persino non accettare la proroga- continua il comunicato”.

Secondo l’OrSa e i Comitati occorre qundi ridisegnare un piano complessivo della mobilità dello Stretto sulla base delle reali esigenze dell’area metropolitana di Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria, che acceleri l’emissione di un nuovo bando per i prossimi anni di servizio del trasporto pubblico e offra garanzie occupazionali per gli oltre 60 dipendenti di Metromare.

Indispensabile quindi “intensificare il numero dei collegamenti, modulare opportunamente gli orari, inserire le risorse per il completamento degli approdi, ad oggi dimenticati, di Papardo e Annunziata, necessari per il polo universitario messinese ed il completamento definitivo del progetto della metropolitana del mare, come alternativa al traffico urbano cittadino e l’inserimento nel bando della clausola sociale indispensabile per il mantenimento degli attuali livelli occupazionali”.

Ma non è tutto. Il sindacato Orsa e i Comitati annunciano di essere pronti a forme di protesta eclatanti in casi di interruzione del servizio. Il Consorzio infatti, ha già inoltrato per procedura le lettere di preavviso di licenziamento collettivo per cessazione appalto ed il timore è che si passi “ad affidamenti provvisori a terzi soggetti, che non darebbe garanzie di affidabilità né tantomeno occupazionali”.

Aggiornamento delle 18.09

E sulla vicenda del servizio di collegamento veloce nello Stretto intervengono anche la Cgil e la Filt Cgil di Messina. “Il ministero dei Trasporti va ormai ripetendolo da marzo che ci sono solo  3 milioni di euro per prorogare il servizio Metromare fino a dicembre. Ed è sempre da marzo che invece da più parti si continua ad annunciare che tutto invece è stato risolto -scrivono in una nota Lillo Oceano e Pino Foti, segretari generali della Cgil e della Filt Cgil di Messina.

Tutti sapevano -proseguono i due dirigenti sindacali- che l’appalto per i collegamenti marittimi veloci passeggeri tra le due sponde sarebbe scaduto a giugno e che per legge nessuna proroga può essere concessa se non dopo aver individuato le risorse e bandito la nuova gara. Ma nessuno se n’è curato e così il ministero, dando prova di voler cassare definitivamente questo servizio, si è trincerato sulla concessione di una una tantum di soli 3 milioni, mentre le Regioni hanno dato prova che quegli innumerevoli  tavoli di discussione non portano a nulla, dimostrando appieno tutta la loro debolezza.

Anche volendo tralasciare gli obblighi derivanti dalla mancata esitazione del bando della nuova gara, i 3 milioni sono vistosamente insufficienti e poiché il contratto di appalto scade alla fine di questo mese è logica conseguenza che la società mista pubblica-privata  Metromare chiuderà i battenti per l’oggettiva impossibilità a svolgere l’unico compito per il quale è stata appunto creata.

In un’epoca nella quale i trasporti alternativi per nave sono ampiamente ridimensionati, per coloro che vivono tra le due sponde dello Stretto e per quanti ancora si avventurano coraggiosamente a raggiungere Messina per turismo, si aprirà un’altra stagione di disagi che colpirà non solo i dipendenti di Metromare, ma anche tutte le categorie produttive collegate e l’intera economia cittadina- osservano ancora Oceano e Foti. FS, società capogruppo pubblica che comprende RFI e che prima svolgeva da sola e senza contributi con due battelli quel servizio, dichiarando tuttavia una perdita annua di 4 milioni, potrebbe correre ancora una volta in soccorso del Governo per toglierlo dall’imbarazzo e raffazzonare così un residuo di servizio che soprattutto non evidenzi l’oggettiva contrazione della flotta. Ma anche in questo caso la toppa sarà peggio del danno. Se le navi sono state ridotte perché trasportavano più i treni, le percentuali di domanda del trasporto passeggeri dovrebbe obbligare viceversa il Governo nazionale, a cui spetta l’onere dei collegamenti interregionali, ad un impegno proporzionale ed urgente”.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.