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Per l’ATM una Spa e due Srl

Per l’ATM una Spa e due Srl. E’ questa la proposta del commissario straordinario Luigi Croce, del suo team di esperti e del commissario straordinario dell’Azienda Trasporti Enrico Spicuzza che è stata presentata stamane ai sindacati.

L’idea è quella di affidare alla Spa i trasporti ed alle due Srl l’officina e i parcheggi. In questo modo però, non è difficile ipotizzare che sulla Società per azioni graverebbero tutti i costi del trasporto pubblico, mentre le due Società a responsabilità limitata (per costituire le quali è sufficiente un capitale di appena 10 mila euro) avrebbero gli introiti garantiti dall’officina, mentre l’altra potrebbe contare sulle entrate sicure dei ticket.

Stando a quanto è stato dichiarato stamane da Croce e da Spicuzza, l’idea ufficiale sarebbe quella di riversare  sul trasporto pubblico locale i ricavi delle altre due. Sulla carta sembra semplice, ma resta da vedere come, anche perché non è ancora definito se per gestire le tre le società ci sarà una holding o un consorzio che dovrà gestire i servizi amministrativi.

Sul tavolo Palazzo Zanca ha buttato anche l’acquisto di 50 nuovi autobus, ma non ha chiarito dove reperirà le risorse. Appuntamento al 26 febbraio, quando i sindacati dovranno dire la loro. Anche perché il tempo a disposizione è poco e se Croce vorrà ascrivere a sé la trasformazione dell’ATM avrà tempo solo fino alla metà di aprile, perché con le elezioni che incalzano potrà gestire solo l’ordinaria amministrazione.

“Per Cgil, Cisl e Uil -dichiara Pino Foti, segretario generale della Filt Cgil- il metodo del confronto è utile e indispensabile, nessuno vuole lasciare un’Atm così com’è né

continuare a tappare solo i buchi. L’aspetto prioritario è tutela dell’occupazione e dei servizi. Attendiamo di conoscere nello specifico il piano definitivo di trasformazione per sciogliere tutti i dubbi che ancora logicamente permangono”.

Molto meno ottimista la posizione dell’Orsa. “Il progetto di trasformazione aziendale presentato oggi -dichiarano Orsa, Ugl e Cub- che il commissario ha precisato essere una prima ipotesi di lavoro ha però a nostro giudizio i connotati del remake di una pellicola già vista durante l’amministrazione Buzzanca e che già allora abbiamo bocciato.

L’ipotesi di spacchettare l’attuale Atm in tre società, seppure sotto l’egida di un soggetto unico come la holding -continuano le tre sigle- non vorremmo che si traducesse in un inutile e pericoloso spezzatino così come già avvenuto con le Ferrovie dello Stato, che dopo la fallimentare divisionalizzazione sta di fatto ritornando sui propri passi.

Ci riserviamo di capire l’utilità economica di tale operazione, perché è presumibile il moltiplicarsi di consigli di amministrazioni e la sovrapposizione di vertici dirigenziali non aiuteranno il recupero ed il rilancio dell’azienda oggi al collasso né a restituire un decoroso servizio alla cittadinanza. Prendiamo atto con soddisfazione -continuano i sindacati- che sia stata sfatata la leggenda di presunti esuberi di personale e riconosciuto dal commissario dell’Atm Spicuzza la necessità di organizzare meglio il lavoro e di procedere con  percorsi formativi e di riqualificazione che questo sindacato sollecita da tempo.

Sia chiaro che non accetteremo soluzioni che possano avere risvolti negativi sui diritti contrattuali già acquisiti dai lavoratori. Certo, dopo il troppo tempo perso nell’immobilismo della politica, si sta finalmente affrontando un problema di vitale importanza per la città. Un confronto a cui questo sindacato non intende sottrarsi, ma -continuano Orsa, Ugl e Cub- è fondamentale evitare soluzioni sommarie che potrebbero rivelarsi inadatte ai bisogni di lavoratori ed utenti”.