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Per i Servizi sociali i sindacati chiedono aiuto al prefetto

Il prefetto di Messina Stefano Trotta

Ferragosto è passato, la Vara pure, ma l’assessore Mantineo non dà segni di vita e i segretari generali delle Funzioni Pubbliche di Cgil, Cisl e Uil chiamano in causa il prefetto Trotta.

La patata bollente, neanche a dirlo, è quella dei Servizi sociali del Comune di Messina.

Durante l’ultimo incontro del 9 agosto scorso con Mantineo, i sindacati hanno ribadito la necessità di smetterla con le proroghe e di pubblicare dei bandi fino al 31 dicembre, in attesa di definire il futuro del settore.

Al prefetto Stefano Trotta i dirigenti sindacali chiedono la convocazione immediata di un tavolo per garantire l’assistenza e i posti di lavoro.

“Alcune notizie riportate dagli organi di stampa creano allarme tra i lavoratori i quali temono un’interruzione dei servizi -spiegano Clara Crocè, Calogero Emanuele e

Pippo Calapai- ma l’assessore al ramo non ha mantenuto gli impegni assunti nel corso della riunione del 9 agosto.

Dovevamo nuovamente incontrarci prima di Ferragosto per discutere dei bandi che devono essere pubblicati e comunicare  la disponibilità finanziaria necessaria per la prosecuzione dei servizi in attesa di discutere su un nuovo modello gestionale e alla riunione avrebbe dovuto partecipare anche il Dirigente Giovanni Bruno. Alle  belle parole, purtroppo, non sono seguiti i fatti. Non c’è stata alcuna riunione e, quello che è peggio, alcuna informativa ai rappresentanti dei lavoratori da parte dell’Amministrazione comunale.

Apprendiamo di alcune proroghe concesse alle cooperative direttamente dai lavoratori  o attraverso la pubblicazione  delle determine dirigenziali nell’albo  on-line del Comune.

Alcuni servizi sono  scaduti e devono essere immediatamente rinnovati, mentre altri devono essere necessariamente prorogati nelle more della pubblicazione dei bandi”.

La settimana scorsa è stato proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori dei Servizi sociali e se entro il 31 agosto non arriveranno i bandi le Funzioni Pubbliche di Cgil, Cisl e Uil passeranno alle maniere forti.