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Per favore, non chiamatela Festa della Donna

Le operaie della fabbrica Cottom di New York

Non chiamatela Festa della Donna. Giornata della Donna va già meglio. Che non ci sia niente da festeggiare, ce ne accorgiamo ogni volta che leggiamo di infibulazione, occhi pesti, aborti coatti, licenziamenti causa maternità.

Ce ne ricordiamo ogni volta che, calcolatrice alla mano, proviamo a valutare se l’idea di fare un figlio sia verosimile o pura utopia. Lo avvertiamo sottoforma di brivido lungo la schiena quando una povera hostess sorride alle battute volgari di un povero vecchio.

E allora che sia una Giornata dedicata alla Donna, ché tanto il calendario ce lo impone e forse ricevere un rametto di mimosa non dispiace a nessuno. In questa Giornata in città si terranno vari eventi che hanno il merito di portarci a riflettere sulla condizione della donna e sul suo rapporto con l’uomo. Binomio inevitabile, giacché senza l’uno non esisterebbe l’altra e viceversa.

“Mimose? No, grazie!”. E’ ironico il nome dell’evento scelto dal IX Istituto Comprensivo Paino-Gravitelli per un pomeriggio dedicato alla donna organizzato per domani alle 17.30 al Teatro dell’Istituto Cristo Re, con ingresso libero. “Un percorso tra musica, arte e danza per una festa d’amicizia tra uomo e donna” recita il sottotitolo dato all’evento, per spiegare che forse i tempi sono maturi per andare oltre quell’idea di femminismo poco produttiva cui erroneamente molte di noi scelgono di aderire. Attraverso una scaletta di performance artistiche (l’Istituto è da anni instancabile organizzatore di eventi d’arte e spettacolo) e interventi dei docenti della scuola, si cercherà intrecciare quel filo dell’amicizia tra uomo e donna che sempre rischia di rompersi sotto i colpi del quotidiano.

Da domani e fino al 10 marzo il Salone della Borsa della Camera di Commercio ospiterà Donn’Arte, una mostra-mercato che vedrà affiancati artigiani di entrambi i sessi, ma il cui valore aggiunto sarà la presenza di opere d’arte realizzate da artiste messinesi. Donn’Arte è organizzata da Gio Militello, reduce da una ben riuscita mostra-mercato lo scorso Natale. L’esposizione sarà aperta domani dalle 17 alle

21 e sabato e domenica dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 21.

La Kafkart Gallery di via Cesare Battisti utilizza il linguaggio della letteratura d’autore per il suo omaggio alla donna con il Simposio Culturale di domani alle 18. Protagonista l’opera di Elsa Morante, che gli organizzatori descrivono con le stesse parole dell’autrice, tratte dal suo ultimo romanzo Aracoeli: “Pastora. Idalga. Santa. Meretrice. Morta. Immortale. Vittima. Tiranna. Bambola. Dea. Schiava. Madre. Figlia. Ballerina”. Qui, è il caso di dirlo, la scrittura è femmina.

Alle 17.30 all’Accademia dei Pericolanti Lorenzo Braccesi presenterà il suo nuovo libro, “Giulia, la figlia di Augusto”, edito da Laterza. Braccesi, professore ordinario di storia greca all’Università di Padova, recupera la vicenda poco conosciuta della figlia dell’imperatore Augusto, restituendole forse un po’ di dignità storica.

Campagna per denunciare la violenza sulle donne

Oggi invece è iniziata la “Città delle Donne”, rassegna biennale organizzata dall’associazione Le Officine di Hermes di Giardini Naxos, con una tre giorni di eventi coordinati da Fulvia Toscano. Si comincia con “Allafacciadellignoranza”, scritto così, tutto attaccato: è il nome dato alla campagna di sensibilizzazione sul diritto all’istruzione per le bambine, con sit-in nella piazza del Duomo di Giardini alle 18, in contemporanea con altre città italiane.

Domani, in collaborazione con il festival letterario Naxoslegge, l’auditorium del liceo Caminiti di Giardini ospiterà un incontro sul tema del femminicidio, con la proiezione di film-documentari e la testimonianza di donne che, direttamente o indirettamente, hanno avuto a che fare con la violenza.

Il 9 marzo torna Lorenzo Braccesi, che si sposta al Museo archeologico di Giardini Naxos per presentare ancora il suo “Giulia, la figlia di Augusto”.

A pensarci bene, però, qualcosa da festeggiare ce l’abbiamo. La cultura, l’arte, l’impegno, il coraggio, la volontà di andare oltre i paradigmi della storia e i suoi vincoli di civiltà, la forza di portare in giro quell’occhio pesto e di non vergognarsi mai, l’intelligenza emotiva che sopperisce all’incapacità atavica di fare un buon parcheggio. È alla donna che possiede almeno uno di questi elementi che vogliamo dedicare questa Giornata.