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Per cambiare la Sicilia il PD riparta dalla propria proposta politica

Un soggetto politico orientato al cambiamento sulla frontiera della giustizia sociale e della questione morale: è questo il Partito Democratico che serve alla Sicilia”.

Si apre così il documento di Territori Democratici, gruppo creato quest’estate da iscritti, dirigenti e amministratori locali del PD di Messina che vuole ridare nuova vita al partito e, soprattutto, legarne maggiormente le scelte al territorio.

“Alcune posizioni di Rosario Crocetta -scrivono  Farid Adly, Bouabid Belhaddad, Giuseppe Campione (solo un’omonimia con l’ex presidente DC della Regione), Erika Caponetto, Enzo Caputo, Basilio Caruso, Valentina Cassarà, Giuseppe Coci, Gabriella Crupi, Calogero Destro Fiore, Tindara Ferraro, Vincenzo Franchina, Mariangela Gallo, Tindaro Germanelli, Peppe Grioli, Santi Interdonato, Teodoro Lamonica, Filippo Lembo, Angelo Libetti, Marco Mancini, Pina Miceli, Paolo Miloro, Sebastiano Noto, Lillo Oceano, Nicola Orlando, Giovanni Pizzuto, Eleonora Randazzo, Paola Rifatto, Alberto Saitta, Rosario Scorsa, Domenico Siracusano, Carmelo Siragusano, Antonio Spignolo, Angelo Sterrantino, Giampiero Terranova, Franco Timbro, Maria Flavia Timbro e Ciccio Timbro- le ultime determinazioni della Direzione Regionale e la reazione degli assessori del Governo Regionale rischiano di vanificare i risultati ottenuti con la prima vittoria elettorale del centrosinistra in Sicilia”.

Il primo affondo riguarda la mancanza di confronto con gli iscritti, anche durante i momenti più difficili come quello attuale, che vede il PD siciliano allo sconto aperto con il presidente Crocetta.

“Di fronte alla crisi profonda del sistema istituzionale e politico della nostra Regione nessuno è immune da responsabilità -scrivono gli esponenti di Territori Democratici. Contraddizioni attraversano l’esperienza di governo e al contempo il gruppo dirigente del PD siciliano. Un partito politico affronta le difficoltà attraverso il confronto e la mobilitazione dei suoi iscritti e simpatizzati, che non possono essere ridotti al ruolo di tifosi durante lo svolgimento delle primarie per la scelta delle figure apicali interne e di candidati alle cariche istituzionali, ma che devono essere costantemente coinvolti nella politica del partito e dei suoi rappresentanti nelle istituzioni.

È tempo di responsabilità di fronte ai problemi della Sicilia. L’enorme questione occupazionale, le difficoltà dei ceti produttivi, la crisi finanziaria di Comuni piccoli e grandi, il collasso di alcuni interi settori (si pensi alla cultura e alla

formazione, la gestione dei rifiuti, dell’acqua pubblica e dei trasporti), solo per segnalare alcune emergenze, chiedono uno scatto forte in termini di azione politica e di governo.

Non è pensabile rispondere con scontri interni e contrapposizioni che sono incomprensibili ai cittadini. Né si pensi di chiedere ai militanti del PD di dividersi tra i sostenitori del Governo Crocetta e quelli del gruppo dirigente del partito. I dirigenti regionali del PD ascoltino i circoli e gli amministratori locali e pongano sul tappeto non una battaglia per il rimpasto, ma contenuti e proposte concrete per sostenere il Governo regionale”.

Ma anche Crocetta, che è ancora un iscritto del PD, ha le proprie responsabilità. A lui i firmatari del documento chiedono di non limitarsi ad essere “il leader di un movimento, ma si convinca che il sostegno e il supporto del popolo dei democratici siciliani è fondamentale per realizzare un percorso profondo di riforme e non si condanni a mediazioni tra i gruppi parlamentari.

Gli assessori del PD hanno gestito con determinazione deleghe importanti. Nino Bartolotta ai Trasporti, Mariella Lo Bello all’Ambiente, Nelli Scilabra alla Formazione Professionale e Luca Bianchi all’Economia (dove sta dando un contributo di straordinaria competenza) si sforzino di fungere da trait d’union tra il partito e l’esperienza di governo, sottraendosi ad inutili schermaglie.

È necessario abbandonare personalismi e tatticismi: l’occasione di un governo dei democratici e dei progressisti in Sicilia è un’opportunità che nessuno si può permettere di sprecare”.

Per superare la crisi, diventa dunque fondamentale “uscire dallo scontro fra correnti per affrontare, attraverso il protagonismo attivo di iscritti e simpatizzanti, un dibattito ampio, diffuso e aperto alle migliori intelligenze e competenze.

L’identità di un partito si realizza attraverso la costruzione di una proposta politica solida da offrire alle rappresentanze istituzionali -conclude il documento. È questa la sfida che abbiamo di fronte e nessuno pensi di scaricare le proprie responsabilità sugli altri. Invece, ciascuno per il proprio ruolo, affronti con saggezza e lungimiranza le prossime settimane e i prossimi mesi per il futuro della Sicilia e del Partito Democratico”.