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Peculato, arresti domiciliari per Antonio Ruggeri

Antonio Ruggeri

Arresti domiciliari per Antonio Ruggeri, l’ex Capo di Gabinetto dell’ex sindaco Giuseppe Buzzanca. L’accusa è di peculato e riguarda la maxi liquidazione che Ruggeri si autoassegnò poco prima di lasciare l’ATO Me 3, della quale è stato prima presidente e poi commissario liquidatore tra il 2008 ed il 2012.

A firmare il provvedimento cautelare il Gip Salvatore Mastroeni su richiesta del sostituto procuratore Liliana Todaro.

A dispetto della rinuncia a qualsiasi compenso come commissario liquidatore dell’ATO ME 3 firmata alla fine del 2010, prima di dare le dimissioni il 5 settembre scorso Ruggeri emise un bonifico di 136 mila euro come liquidazione per l’attività svolta fino a quel momento.

Il Gip Mastroeni ha disposto anche il sequestro preventivo del conto corrente di Ruggeri per 110 mila euro. Sembra però che nel conto dell’ex Capo di Gabinetto di Buzzanca sia stato trovato ben poco.

A muovere le acque una denuncia del segretario generale della FP Cgil Clara Crocè, che a metà novembre presentò un esposto in Procura.

“E’ una vergogna -commentò allora la Crocè. Ruggeri ha dichiarato davanti ad un giudice che non percepiva nulla per il proprio ruolo di commissario liquidatore e adesso si viene a sapere che invece per quattro anni di lavoro, oltre allo stipendio percepito come presidente, ha intascato una liquidazione di 136 mila euro”.

A pagina 5 della memoria difensiva presentata dai legali di Ruggeri, c’è scritto infatti che “Il sig. Antonio Ruggeri, liquidatore dell’ATO ME 3, che continua a svolgere la sua attività, sebbene non riceva alcun compenso per avere esplicitamente nel dicembre 2010 rinunciato a percepire il compenso spettante al commissario liquidatore, …”.

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Clara Crocè durante la manifestazione del 10 novembre

“Alla stampa -ricorda Clara Crocè- Ruggeri ha dichiarato che la liquidazione è un giusto compenso perché l’incarico all’ATO 3 sarebbe dovuto durare 4 mesi ed invece è durato 4 anni. Quindi non ha negato di avere incassato del denaro, nonostante davanti ad un giudice abbia dichiarato il contrario”.

In quell’occasione, l’ex amico ed ex sindaco Peppino Buzzanca liquidò su Twitter la vicenda con quattro parole: “Si commenta da sé”. Come se la cosa non lo riguardasse più, come se non fosse stato lui a farne il proprio Capo di Gabinetto (così Ruggeri diventò l’unico funzionario di Palazzo Zanca trasformato in dirigente in un battito d’ali), come se non fosse stato lui ad assegnargli l’incarico di presidente dell’ATO ME 3 prima e di commissario liquidatore poi, a partire dal 19 luglio 2010.

Messe da parte le grigliate insieme ed i rapporti di buon vicinato durante le vacanze estive, Buzzanca dichiarò che Ruggeri gli era stato imposto dall’asse Beninati-Stagno D’Alcontres. E se quest’ultimo optò per un secco “no comment”, Nino Beninati dichiarò lapidario che “Probabilmente dopo le elezioni regionali Buzzanca ha dormito poco. Anche se Ruggeri è amico mio non ho suggerito il suo nome. Conoscendolo, tra l’altro, come sarei riuscito ad imporgli un nome?”.

In ogni caso, oltre ai 136 mila euro di liquidazione per poco meno di 4 anni, si devono aggiungere i compensi che fino a dicembre 2010 Ruggeri ha percepito. E visto che stando ai dati pubblicati da Palazzo Zanca è messo nero su bianco che nel 2008 per le funzioni di presidente ha incassato 58.316,28 euro fare i conti sul totale della sua permanenza all’ATO ME 3 non è difficile.