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PD, Italia Viva e grillini eliminano il ponte sullo Stretto dal Recovery Plan: votano no anche i siciliani Cantone, Scoma e Navarra

ROMA. Nel giorno della festa dell’Unità nazionale PD e 5 Stelle, con la complicità di Italia Viva, dicono non al ponte sullo Stretto per l’ennesima volta, spaccano in due il Paese e sanciscono definitivamente che il Nord conta più del Sud.  Luciano Nobili (romano, Italia Viva), Stefania Pezzopane (aquilana, PD), Luciano Cantone (catanese, 5 Stelle), Nicola Stumpo (catanzarese, LEU), Albrecht Plangger (bolzanino, Gruppo Misto), Silvia Fregolent (torinese, IV), Enza Bruno Bossio (cosentina, PD), Paola Deiana (algherese, 5 Stelle), Francesco Scoma (palermitano, passato da Forza Italia a Italia Viva a maggio scorso), Pietro Navarra (messinese, PD), Raffaella Paita (spezzina, IV) e Giuseppina Occhionero (larinese, IV). Questi 12 nomi sono i nomi dei parlamentari che hanno firmato una mozione contro il Sud, contro la Sicilia e contro lo sviluppo. Sostenendo la posizione dei 5 Stelle (quelli che ritenevano che il grano saraceno fosse un cereale straniero che danneggiava la produzione italiana, per intenderci, argomento sul quale erano in compagnia con PD e Lega) e del ministro dei Trasporti Paola De Micheli (una laurea in Scienze Politiche, dal 1998 all’ottobre 2003 presidente della cooperativa Agridoro specializzata nella trasformazione del pomodoro, in liquidazione coatta amministrativa dal 2004) che non ha mai fatto un mistero di non volere il ponte sullo Stretto. Non sappiamo perché il ministro De Micheli detesti quest’opera, ma dopo aver detto no in tutti i modi possibili alla fine ha ceduto e ha creato una Commissione che dovrà scegliere tra quest’ultima e un tunnel. Ipotesi, quest’ultima, bocciata nettamente anni fa dagli addetti ai lavori e che i grillini, dando prova di grande sagacia, hanno rispolverato alcuni mesi fa.

Oggi pomeriggio la Camera ha bocciato le mozioni di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega che chiedevano l’inserimento dell’opera nel Recovery Plan che il Governo Conte dovrà presentare all’UE. A passare, con i voti di PD, Italia Viva e 5 Stelle il documento che impegna l’esecutivo Conte ad “avviare con il Parlamento una specifica interlocuzione sulle modalità attraverso cui ammodernare le infrastrutture del Mezzogiorno, allineandole a quelle delle altre zone geografiche d’Italia e d’Europa”, a pretendere la conclusione dei lavori della Commissione entro il 31 dicembre prossimo e a “individuare all’esito del confronto con il Parlamento e con le altre istituzioni anche locali una soluzione che possa meglio rispondere alla domanda di mobilità da e per la Sicilia, con la finalità di realizzare un collegamento stabile e veloce dello Stretto di Messina mediante la realizzazione di opere adeguate e mezzi idonei e sostenibili, in modo da porre definitivamente fine all’isolamento della rete dei trasporti siciliani da quella del resto del Paese, estendendo così l’alta velocità fino a Palermo e Siracusa”.

Insomma, con un capolavoro di negazione dell’interesse collettivo la maggioranza grillo-piddina ha preferito prendere tempo, lasciare alla Commissione che la De Micheli ha tirato fuori sul filo di lana la scelta tra ponte e tunnel, ma gettando il fumo negli occhi dell’alta velocità in Sicilia, ben sapendo che senza il ponte è impossibile.

E questo quando dal 2012 c’è un progetto definitivo validato dagli organi preposti nazionali e internazionali che prevede la realizzazione di un’opera che per vedere la luce ha bisogno solo di 3 miliardi e 893 milioni. Il Recovery Plan nel quale non sarà inserito il ponte sullo Stretto mette a disposizione 209 miliardi. Qualunque altra considerazione su da quale parte dell’Italia penda la bilancia del Governo Conte è superflua.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.