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PD, attacco frontale su concessioni edilizie e ZPS

Accendere i riflettori su concessioni edilizie e ZPS. A farlo è il PD messinese, che sul rilascio delle concessioni edilizie e sulla rimodulazione del Piano di gestione delle Zone di Protezione Speciale chiama in causa l’amministrazione comunale, accusata durante una conferenza stampa a Palazzo dei Leoni di non riuscire a controllare l’andamento degli uffici del settore.

“Abbiamo acceso i riflettori sulla Commissione d’incidenza ambientale -afferma segretario provinciale PD Peppe Grioli– proponendo di rivisitare il Piano di gestione ZPS. Ancora una volta, quello che denunciamo conferma quanto già detto negli anni. La città è allo sbando e c’è un’amministrazione comunale che non ha il controllo non solo del territorio ma soprattutto dei propri uffici. Manca la realizzazione della parte pubblica del PRG. Qui il problema è capire se il nuovo Piano regolatore generale sarà ancora l’opportunità per nuove speculazioni edilizie. Per questo serve un ente pubblico capace di orientare l’iniziativa privata in maniera adeguata”.

Duro anche il responsabile del PD per il decentramento Armando Hyerace, che dichiara: “L’amministrazione comunale, oltre a dimostrare di non avere più il controllo dei propri apparati dirigenziali, dà prova anche di garantire solo i diritti dei privati. In questa città si deve iniziare a cambiare passo, a cambiare mentalità, altrimenti non si va da nessuna parte”.

“Un paradosso -aggiunge Saverio Tignino, esperto del PD per l’Ambiente- è che si bocciano i fabbricati rurali mentre tutte le opere più invasive per il territorio sono

state approvate. Vorremmo capire quali sono i criteri per cui si autorizzano certi progetti mentre se ne cassano altri. La revisione del Piano regolatore è un inizio per capire gli errori fatti in passato. Ma la speranza è che ci sia una risposta da parte di quest’amministrazione e non l’ennesimo atteggiamento menefreghista”.

La conferenza stampa del PD

Ancora più chiaro e diretto l’intervento di Felice Calabrò, coordinatore del PD a Palazzo Zanca. “C’è una necessità fondamentale ed è l’adeguamento del Piano di Gestione per garantire e tutelare lo sviluppo dell’edilizia. Però la revisione del Piano deve essere fatta con tecnici che conoscono il territorio, altrimenti è solo una perdita di tempo. Noi vogliamo regolamentare lo sviluppo e ciò non significa frenarlo, ma ipotizzare interventi di riqualificazione edilizia”.

Nel 2010, la precedente Commissione d’incidenza ambientale si è autosospesa per l’impossibilità di continuare a lavorare non solo per la mancata approvazione del Piano di gestione, ma anche di un PRG che prevede un’espansione edilizia sproporzionata rispetto alle esigenze abitative della popolazione.

Punto focale della conferenza è stata quindi l’analisi della pianificazione generale del territorio. Necessaria allora una pianificazione che favorisca sì l’edilizia, ma assicurando un equilibrio tra verde e cemento. Un risultato non irraggiungibile, visto che nei paesi del Nord Europa i modelli architettonici adottati individuano nel rapporto 1/3 verde, 1/3 acqua, 1/3 cemento l’equilibrio ideale per una città a misura d’uomo.