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Pazze di me

Pazze di me

Paese: Italia

Genere: Commedia

Durata: 94 minuti

Regia: Fausto Brizzi

Leggera commedia che si diverte a prendere in giro diversi stereotipi femminili ma senza cattiveria, bensì solo con la voglia di divertire e divertirsi, questo il succo dell’ultima fatica di Fausto Brizzi.

Andrea è solo. Per la verità non lo è, la sua famiglia è numerosa, ma essendo l’unico maschio assieme alla madre, alla nonna, alla badante rumena di quest’ultima, alle tre sorelle e ad un cane ovviamente femmina, diviene ben presto chiaro il senso della precedente affermazione.

Le cose sembrano andare bene per lui, ha incontrato Giulia ed è certo che sia la ragazza giusta. Ed è qui che iniziano i guai, perché non può evitare di presentarla in famiglia e nessuna delle sue precedenti ragazze ha resistito alle sue altre sette, ingombranti donne. Perciò, pur di salvare il proprio rapporto non esita a fingersi orfano, cosa che ovviamente gli tornerà indietro come un boomerang, minacciando di rovinare tutto. Riuscirà Andrea a salvare il suo amore evitando tutti gli ostacoli che un’armata Brancaleone in gonnella come la sua famiglia può generare?

Rispetto alle sue precedenti pellicole di Brizzi si può dire che questo “Pazze di me” costituisca un passo in avanti. Forse è la ricerca del sorriso piuttosto che della lacrima, chissà, o forse per via del discreto cast, o ancora per una sceneggiatura fresca e divertente (sebbene per riuscire tale attinga a piene mani dagli stereotipi sulla irrazionalità femminile), fatto sta che l’ora e mezza passa senza che si debba rimpiangere nulla.

Il messaggio che esce fuori va molto vicino al concetto che le donne sono clinicamente folli e che alla fine è solo la razionalità maschile a far quadrare i conti in una società che, se lasciata in mano alle donne, sarebbe già finita nella tana del Bianconiglio da un pezzo.

Come detto però, nessuna voglia di essere maligni, altrimenti la pellicola non sarebbe molto diversa dalla tirata acida di una zitella. No, piuttosto il film è una maniera per divertirsi e ridere insieme delle proprie follie senza grandi verità da scoprire o da annunciare al mondo: una piccola quanto riuscita variazione sul tema che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere. Consigliato alle donne che possiedono almeno un milligrammo di autoironia.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.