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#Paternò. Ancora bloccati lavori adeguamento ospedale

 

Intervento cardiochirurugia Taormina sanità medici 8-11-2014“Il Governo regionale intervenga per rimuovere gli ostacoli che impediscono l’avvio dei lavori di adeguamento antisismico al secondo e al  terzo piano dell’ospedale di Paternò. Lo dichiara l’esponente dell’opposizione all’ARS Nello Musumeci, che ha presentato un’interpellanza al presidente della Regione Rosario Crocetta e all’assessore alla Salute Baldo Gucciardi, nella quale sottolinea come proprio il completamento dei lavori permetterebbe, finalmente, dopo sei anni di disagi, la riapertura di quegli spazi e il potenziamento dei servizi offerti alla utenza. “La struttura ospedaliera “SS.Salvatore” -si legge nell’interpellanza- da un decennio si trova al centro di una strana e poco chiara vicenda politico-burocratica, relativa alla realizzazione di lavori di adeguamento antisismico, avviati e mai completati. I lavori furono appaltati nel 2006 per l’ammontare di 7,5 milioni di euro (il finanziamento complessivo era di 10 milioni di euro) e aggiudicati alla ditta Lo Re di Paternò, che nel marzo del 2009 attivò il cantiere. Il mese successivo i lavori si fermarono temporaneamente -si disse- per un errore progettuale ma non ripresero mai

più. Da allora i due padiglioni al secondo e terzo piano della struttura sanitaria restano chiusi e inutilizzati, con pesanti, inevitabili ripercussioni sull’attività sanitaria.

Lo scorso anno – osserva ancora Musumeci – il direttore generale pro-tempore Ida Grossi aveva assicurato alcuni importanti interventi sulla struttura, con uno stanziamento di 600 mila euro,  interventi eseguiti però solo al primo piano (dove è stato trasferito il Centro trasfusionale), mentre resta lontana la riapertura del secondo e del terzo piano del nosocomio. Peraltro, l’ASP di Catania avrebbe predisposto un imminente trasferimento delle unità operative di Farmacia e Laboratorio di Analisi dal padiglione ex Pediatria (giudicato inagibile per problemi strutturali) a quello centrale e starebbe valutando l’ipotesi di riavviare i lavori, ipotesi resa però  difficile per ostacoli di non ben chiara natura. L’alternativa proposta dalla stessa Azienda sanitaria provinciale sarebbe un accorpamento di reparti, che determinerebbe grave pregiudizio ai servizi offerti all’utenza (con un bacino di oltre 150 mila abitanti), vista la mole di lavoro dell’ospedale, considerato tra i migliori presidi sanitari del Catanese. Alla luce di tutto -conclude Musumeci- un intervento risolutivo è necessario per venire incontro alle esigenze dei pazienti e valorizzare questa struttura ospedaliera”.