Pasticcio meteo, Pergolizzi: “Il sindaco non sceglie il colore dell’allerta”

MESSINA. A essere sempre incinta non è solo la madre dei cretini, ma anche quelle degli ignoranti e dei leoni da tastiera che imperversano sui social che, come diceva la buonanima di Umberto Eco, danno spazio a “legioni di imbecilli”.
Sul pasticcio del meteo con allerta gialla e sul nubifragio che a sorpresa dalla notte scorsa ha imperversato sulla città, con relativi insulti al sindaco Federico Basile, è intervenuto il presidente del Consiglio comunale Nello Pergolizzi, che ha messo i puntini sulle “i”.
“Ritengo utile un chiarimento istituzionale, nell’interesse della corretta informazione e del rispetto delle responsabilità che l’ordinamento attribuisce ai diversi livelli, anche alla luce di quanto il sindaco aveva già puntualmente spiegato nei post già pubblicati. Il sindaco, quale autorità comunale di Protezione Civile, è chiamato ad assumere decisioni e a disporre misure organizzative sulla base del sistema ufficiale di allertamento e delle comunicazioni provenienti dagli organi competenti -spiega Pergolizzi. I livelli di allerta sono diramati dalla Protezione Civile regionale e costituiscono il riferimento tecnico-formale cui i Comuni devono attenersi per attivare le procedure previste dai Piani comunali e per modulare, in modo proporzionato, le misure di prevenzione”.
Va chiarito con nettezza: il sindaco non sceglie il colore dell’allerta e non può sostituirsi alle
valutazioni tecniche dei soggetti istituzionalmente deputati alla previsione e all’allertamento. Pretendere che il primo cittadino adotti provvedimenti prescindendo dalle comunicazioni ufficiali regionali o senza un quadro tecnico formalizzato, significa chiedere
all’istituzione comunale di operare fuori dal perimetro ordinario di riferimento, esponendola a contestazioni di arbitrarietà e a responsabilità improprie.
Nel caso di specie, l’avviso regionale per la giornata odierna riportava un livello di allerta “giallo”.
In tale cornice, il sindaco non poteva fare altro che attenersi a quanto comunicato e adottare misure coerenti con quel livello, attivando le procedure previste e predisponendo le azioni di prevenzione e monitoraggio.
Se le condizioni effettivamente registrate in alcune ore si sono rivelate più intense rispetto alle attese, il tema serio da affrontare riguarda l’ulteriore miglioramento, in termini di tempestività e precisione, del sistema di previsione e comunicazione, non la costruzione di responsabilità a posteriori in capo a chi ha operato sulla base degli atti ufficiali disponibili -incalza Pergolizzi.
È legittimo, ed anzi doveroso, chiedere che i meccanismi di allertamento siano sempre più puntuali
e che il raccordo tra livello regionale e livello comunale sia ulteriormente rafforzato, così da consentire decisioni rapide e pienamente supportate da elementi tecnici oggettivi. Non è invece
corretto alimentare attacchi personali o polemiche strumentali che indeboliscono la fiducia nelle
istituzioni e nei presìdi di Protezione Civile. L’invito, dunque, è a mantenere il confronto su un piano di serietà e responsabilità: tutelare i cittadini significa migliorare procedure e coordinamento, non trasformare una giornata complessa in un processo sommario sui social”.
