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Passa l’IMU della discordia, più tasse per tutti

Con 14 voti favorevoli (Capurro, Carreri, Chiarella, Cocivera, Fazio, Magazù, Melazzo, Messina, Nicolosi, Previti, Rizzo, Ruello, Spicuzza e Ticonosco), 7 contrari (Barone, Calabrò, Caliò, Cucinotta, Cantello, Gennaro e Sauta) e un astenuto (Isaja) questa mattina il Consiglio Comunale ha varato la proposta di delibera che innalza al massimo le aliquote IMU sulla prima e sulla seconda casa.

Un provvedimento molto discusso, definito necessario, l’estremo tentativo di far cassa per non precipitare irrimediabilmente in default. La votazione, preceduta da quella sull’emendamento proposto dal PD di mantenere l’aliquota sulla prima casa allo 0,4% ed innalzare soltanto quella sulla seconda casa, aveva già impegnato l’Aula nella prima mattinata, dando esito negativo.

L’importo di circa 2 milioni di euro che si incasserebbe innalzando l’aliquota dallo 0,4% allo 0,6% è stato ritenuto dal Consiglio (con una votazione, anche questa, piuttosto controversa: 5 astenuti, 13 favorevoli e 8 contrari) un introito di cui le casse comunali non possono, al momento, fare a meno.

Come ha precisato lo stesso Ragioniere Generale Ferdinando Coglitore nel corso del suo intervento in aula “se togliamo da una parte questi 2 milioni di euro, li dobbiamo inserire da un’altra”, facendo riferimento alle grosse difficoltà di predisporre il Bilancio di Previsione 2012 ed alla necessità di procedere a tagli sostanziali.

Il tutto a meno di una settimana dalla scadenza dei termini fissati dalla legge per la presentazione del previsionale (31 ottobre). Incalzante anche l’intervento del Segretario Generale Santi Alligo, che ha ribadito la necessità di predisporre un piano di rientro pluriennale per riequilibrare le finanze ed evitare il dissesto.

L’aumento delle aliquote IMU, è evidente, rappresenta anche un terreno di scontro squisitamente politico, proprio a ridosso delle prossime consultazioni elettorali regionali.

Giuseppe Melazzo, consigliere UDC, tra i sostenitori del provvedimento, ha parlato di “atto di responsabilità verso la città”.

Felice Calabrò, coordinatore dei consiglieri del PD, contrario, ha ribadito la decisione di non gravare sui cittadini con un’ulteriore balzello.

Sulla falsariga di queste due posizioni si è svolto il dibattito, tra favorevoli e contrari, non senza strali verso l’una e l’altra parte politica. Per il PD, un giudizio impietoso sull’amministrazione Buzzanca, già ufficializzato con la bocciatura del Bilancio Consuntivo 2011. Una chiara rivendicazione di non responsabilità rispetto al clima generale di tensione sociale derivato dall’incapacità del Comune di far fronte agli impegni economici di sua competenza.