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Passa la Finanziaria regionale, ma è un copione già visto

Palazzo dei Normanni, sede dell'ARS

L’ok alla manovra finanziaria della Regione Sicilia è arrivato alle 7 di ieri mattina, dopo una maratona parlamentare in notturna in cui non sono mancati scontri e critiche.

Alla fine ha vinto il modello Sicilia, almeno secondo l’opinione del presidente Crocetta per cui è stata approvata per la prima volta “una manovra finanziaria con entrate certe e con un taglio in bilancio di un miliardo.

I Cinquestelle e il Pdl hanno recepito le cose buone di questa manovra -ha spiegato Crocetta-  e questo conferma il modello Sicilia, o meglio, il modello Crocetta: non esistono steccati ideologici ma idee buone e idee cattive”.

Il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ha bacchettato pesantemente il Governo per non avere presentato le tabelle richieste, parlando di trattative con i deputati e poca trasparenza.

Immediata in Aula la replica di Crocetta, che con toni alterati ha ribadito la trasparenza della propria condotta, aggiungendo che “parlare con i deputati è un diritto. Ho subito un attacco politico dal presidente dell’Ars, di concerto con il leader dell’opposizione Musumeci. Mi chiedano pubblicamente scusa”.

Alla fine dichiarano entrambi che si è trattato di un malinteso e fanno pace con baci e abbracci. E andiamo alla manovra finanziaria, che taglia le auto blu, riduce del 10% le indennità di direttori generali, direttori amministrativi, direttori sanitari e introduce il canone per le cave allineando la Sicilia al resto d’Italia.

Allo stesso tempo però, salva anche 30 mila precari di enti locali e Regione, mentre 1.600 dirigenti regionali perdono sì il 20% del salario accessorio (8,2 mln di risparmio) ma mantengono comunque alcuni privilegi. Insomma, come si dice nell’Isola, “hanno cantato mezza messa”.

Scontri anche all’interno della maggioranza. Il presidente Crocetta si è scagliato contro Pd e Udc, colpevoli di avere tradito i patti per avere inserito nella finanziaria norme pro-deputato. Un esempio riguarda proprio Messina, con i 700 mila euro elargiti al Corpo dei vigili urbani per un altro anno di contratto per altri 32 vigili urbani.

La manovra contiene anche la norma che salva 3 mila precari, cosiddetti ex Pip, votata all’unanimità dall’Assemblea. Infine, copione visto e stravisto, passa anche la Tabella H: ben 25 milioni di euro fatti piovere su 137 enti e associazioni.

Contrari i deputati del M5S per cui la tabella “elargisce soldi pure a società che organizzano veglioni”. Per il futuro l’assessore all’Economia Bianchi ne ha prospettato l’abolizione e l’inserimento dei fondi in un capitolo di bilancio, affidando così l’individuazione degli enti a una successiva istruttoria.

Adesso l’Ars è convocata per il 10 maggio, nella speranza che i documenti contabili passino al vaglio del Commissario dello Stato.

Valentina Guerrera

Siciliana trapiantata a Roma da un po’ di anni. Si occupa di comunicazione, in particolare ufficio stampa e digital pr, in ambito istituzionale e politico. La passione per la sua terra e per il buon cibo l'ha portata a creare, in società, "Agromobile - La mappa del gusto", un portale per scoprire la Sicilia attraverso le sue eccellenze agroalimentari ed enogastronomiche. Divoratrice di libri, instancabile praticante di yoga e viaggiatrice quanto più possibile. Per Sicilians segue da Roma i politici locali.