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Passa il maxi emendamento, cancellate le Province in Sicilia

Fino all’ultimo hanno temuto i franchi tiratori, ma alla fine il maxi emendamento che cancella le 9 Province siciliane è passato. Sono le 20.14 e la maggioranza dell’ARS lo ha approvato. Adesso manca solo il voto finale di domani e poi è fatta.

Previsto il commissariamento delle Province fino al 31 dicembre prossimo e poi l’abolizione degli enti, che saranno sostituiti dai Consorzi dei Comuni e da 3 città metropolitane. A scegliere i rappresentanti non saranno più gli elettori, ma le assemblee dei sindaci.

“E’ la prima tappa di una rivoluzione importante -commenta il presidente Crocetta. Qui in Sicilia siamo riusciti a fare quello che non è riuscito nemmeno al governo nazionale”.

Ferma restando l’incognita della possibile impugnativa da parte del Commissario dello Stato, a smorzare la felicità di Crocetta ed il sollievo, neanche tanto mascherato della maggioranza, ci pensa l’opposizione.

A partire dal messinese Santi Formica (Lista Musumeci) che dichiara: Il governo chiede la soppressione di un ente così importante senza tenere conto dei veri risparmi. Non ci hanno mostrato le cifre né i dati sui tagli effettivi tagli che intendono apportare. Questa è una norma illegittima e incostituzionale e determinerà la bancarotta della Sicilia”. Formica ricorda i quasi 300 milioni di euro di mutui contratti dalle Province e puntualizza che una volta sciolte, questi costi ricadranno sul Patto di Stabilità regionale.

Un altro affondo arriva da un’altra messinese, Bernadette Grasso di Grande

Sud. “Questo DDL –dichiara- non fa altro che cavalcare un diffuso senso di antipolitica, ma senza ottenere alcun vero vantaggio o risparmio. E’ un risparmio togliere ai cittadini la possibilità di esprimersi attraverso il voto?”.

“In Sicilia -chiosa il coordinatore provinciale del PDL di Enna Edoardo Leanza- ci sono 9 Province, tre delle quali metropolitane. Con questo DDL, che stabilisce che il territorio dei Liberi Consorzi dei Comuni debba comprendere una popolazione di non meno di 150 mila, in teoria si potrebbe arrivare alla nascita di 33 liberi Consorzi, ai quali aggiungere le 3 Città metropolitane. Altro che semplificazione, qui avremmo una nuova proliferazione di enti”.

Frecciate pesanti tra messinesi, con il pidiellino Nino Germanà che lancia strali avvelenati contro il segretario regionale dell’Udc Gianpiero D’Alia. “D’Alia –attacca Germanà- ormai è costretto a piegarsi e ad assecondare sempre e comunque il presidente della Regione. E sono convinto che anche lui sia contrario al DDL per l’abolizione delle Province, che farà lievitare la spesa pubblica, creando disservizi e conflitti di competenze”.

Tra gli emendamenti del centro destra bocciati, la proposta di nominare come commissari gli attuali presidenti delle Province. Ipotesi alla quale il presidente dell’ARS Giovanni Ardizzone replica sottolineando che l’idea “è al limite dell’incostituzionalità, perché così prorogheremmo il mandato dei presidenti oltre i 5 anni previsti”.

Poi si passa al maxi emendamento concordato con l’esecutivo Crocetta, che ottiene il voto positivo della maggioranza. Domani si torna a votare e visto che le elezioni amministrative sono a fine maggio, è necessario approvare la legge prima dell’indizione dei comizi elettorali, 60 giorni prima del 26 maggio.