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Pasqua, rinascita e resurrezione

Processione delle Varette del Venerdì Santo

E’ la settimana di Pasqua, una delle due ricorrenze religiose più importanti per i cristiani. Derivata dalla Pesaq ebraica, che ricorda l’esodo dall’Egitto e la liberazione dalla schiavitù. Per i cristiani invece, con la Pasqua si commemora la resurrezione di Gesù Cristo e dopo secoli di discussioni e dispute su quando la si dovesse festeggiare, nel 325 d.C. il Concilio di Nicea stabilì che dovesse essere celebrata  la domenica seguente il primo plenilunio successivo all’equinozio di primavera. I festeggiamenti cattolici iniziano il Giovedì Santo con la celebrazione dell’Ultima Cena e si concludono la domenica successiva con la Resurrezione. Ma i fedeli di altri culti religiosi come la celebrano? 

“La nostra Pasqua è Gesù -ci spiega Ludovico, appartenente alla Chiesa evangelica. Le feste dell’Antico Testamento erano profezie di Gesù e le feste sono tutte quante finite. Non c’è nemmeno un giorno della settimana che sia di festa, non esistono feste nel nuovo Testamento. La festa del nuovo Testamento è un giorno solo, il giorno della Grazia e dura tutta la vita: dal giorno in cui abbiamo incontrato Gesù fino a quando lo vedremo nella Gloria. E’ una cosa importante per i cristiani comprendere il Nuovo Patto, la legge dello Spirito, l’essersi liberati dalle forme dell’Antico Patto e poter penetrare interamente nella Grazia. E questa è una delle ragioni per  le quali io non appartengo a nessuna setta religiosa che festeggia la Pasqua e le feste stabilite. La nostra Pasqua è Gesù Cristo, quindi non dovremmo avere questa festa ma una continua festa di comunione con il Signore e di riposo con Lui“. 

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La chiesa valdese di Messina

Per la comunità valdese, esistente da XII secolo e aderenti alla Riforma protestante calvinista, la Pasqua è la festa fondamentale dell’anno, più del Natale. “Si celebra la resurrezione e la salvezza dell’uomo e al centro del nostro credo c’è la Parola, la Bibbia. Le nostre funzioni sono intense e partecipate. Qui a Messina siamo un centinaio di fedeli e viviamo questo periodo con molta serietà e partecipazione“. 

Discorso un po’ diverso per i Testimoni di Geova, che seguono il calendario ebraico e i cicli lunari come ci spiega uno di loro, Stefano. “Siamo fondamentalmente cristiani, celebriamo la morte di Gesù Cristo e lo commemoriamo quando lui è effettivamente morto. Quest’anno per noi la Pasqua è caduta il 17 aprile, secondo il calendario ebraico, ed è stata la notte precedente la luna piena. Più di 2 mila fedeli si sono riuniti in tutta la città per celebrarla“.
Per gli ortodossi  invece, la Pasqua è la festa per eccellenza, da trascorrere insieme alla famiglia, agli amici, agli affetti più cari, come per i cattolici il Natale. “Tutta la settimana santa è celebrata con una solennità particolare -ci racconta una fedele- ed ha il suo culmine nella cerimonia del sabato, quando a mezzanotte in punto il pope (sacerdote, ndr) bussa dall’esterno per tre volte alla porta principale della chiesa e annuncia “Cristo è risorto”. Poi spalanca le porte della chiesa ed intona l’inno della Resurrezione lanciando foglie di alloro. La cerimonia è resa particolarmente suggestiva dalla luce delle candele che tutti i fedeli tengono in mano. La nostra tradizione vuole che la candela sia poi portata, accesa fino a casa“. 

Nessun festeggiamento invece per i buddhisti. “Noi non festeggiamo la Pasqua in alcun modo -spiega una ragazza buddhista da anni. Non crediamo in niente di esterno, quindi nel nostro credo non celebriamo nulla di simile e non prevediamo alcun festeggiamento”.