Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Pari Opportunità, tregua armata tra Arcigay e MPA

Rosario Duca, presidente Arcigay Messina

Tregua armata tra l’Arcigay di Messina e l’MPA. La proposta del capogruppo delll’MPA alla Provincia Roberto Cerreti di sciogliere la Commissione Pari Opportunità di Palazzo dei Leoni ha provocato l’immediata reazione del presidente dell’Arcigay di Messina Rosario Duca, che senza mandarle a dire ha ricordato e sottolineato la valenza di una struttura del genere.   

Dopo averci pensato un paio di giorni, Cerreti ha pensato bene di chiarire la propria posizione scrivendo a Duca. “Penso lei abbia sin dall’inizio equivocato il senso del mio intervento -puntualizza Cerreti. Io sono stato tra i fondatori della Commissione nel 2005 e le garantisco che la mia provocazione è solo un estremo tentativo di salvaguardarne obiettivi ed attività. Quando parlo di “necessità di visibilità” non mi riferisco a lei, ma bensì a quei colleghi che in Aula pubblicamente difendono la Commissione ma non sono mai conseguenziali durante le manovre di bilancio. Mi auguro comprenda le necessità di chi istituzionalmente rappresenta un Ente, di tentare, anche con metodi estremi, di tutelare l’attività dello stesso, richiedendo con convinzione che tutti i settori, comprese le Pari Opportunità, funzionino. Spero, rimanendo a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento, di averle chiarito la bontà dei miei intenti. In

ogni caso -aggiunge Cerreti- per quanto concerne la mia attività politica, le posso garantire che è sempre stata all’insegna di un’onestà intellettuale comprovata dal rispetto di tutte le parti politiche presenti a Palazzo dei Leoni. Prova ne è il silenzio dei colleghi sulla mia provocazione e le garantisco che ognuno di loro ha a cuore le Pari Opportunità, per diversi motivi, esattamente come me”. 

Per nulla tranquillizzato, Duca risponde per le rime a Cerreti, puntualizzando che “se di equivoco si è trattato, non lo deve imputare a me perché solo in seconda fase lei ha posto l’opzione che si è trattato di provocazione. Inoltre, nel primo intervento ho precisato molto chiaramente l’importanza e la necessità di chiarire l’aspetto sociopolitico del suo intervento, qualora fosse stato erroneamente interpretato. Che lei dica di essere attivo politicamente può solo farmi piacere, ma per quanto riguarda le istanze che Arcigay Messina ha in itinere, il suo movimento (a differenza di quanto dice e mette in atto il suo leader Lombardo) devo prendere atto di una latitanza costante nella nostra città del Movimento Per l’Autonomia. Riguardo i giudizi sulla sua persona, tengo a chiarire che non giudico la persona ma il politico. E chi si espone (come anche nel mio caso) deve accettare di essere criticato da chi non condivide le sue posizioni. Questa -conclude Duca- è la regola della democrazia”.