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Parco Don Blasco, a primavera 2013 l’inaugurazione

L'area sulla quale sorgerà il Parco Don Blasco

A fine mese il Comitato Portuale darà il via libera. Poi un passaggio alla Regione che durerà un paio di mesi e, se non ci saranno intoppi, a primavera del 2013 il Parco Don Blasco potrebbe essere una realtà visto che per realizzarlo saranno necessari al massimo sei mesi. A prometterlo è Nicola Perino, legale rappresentante della Elios Petroli, la società che realizzerà il parco nell’ex campo Rom e che utilizzerà parte dell’area sottostante per ampliare il distributore di benzina già esistente, al quale aggiungerà anche un rifornimento gpl. “Non è la prima volta che facciamo qualcosa per la città -spiega durante il sopralluogo effettuato stamane. Abbiamo già realizzato interventi del genere e il fatto stesso di installare qui un impianto gpl consentirà ai messinesi che utilizzano auto con questo carburante di non dover arrivare fino a Granatari o a Tremestieri, come invece accade adesso”.

“Questo progetto è la perfetta sintesi di quello che intendo quando parlo di sinergia tra pubblico e privato -commenta il vice sindaco Orazio Miloro. Fino all’anno scorso nessuno avrebbe immagino che questa porzione di territorio sarebbe stata restituita alla città e invece ce l’abbiamo fatta”.

La presentazione del progetto

“Quando quest’area era occupata dall’accampamento Rom nessuno poteva immaginare tutta questa bellezza -spiega l’architetto Olga La Spada, che insieme all’architetto Olga Cannizzaro ha realizzato il progetto, immaginando un giardino a strapiombo sullo Stretto dove per decenni ci sono stati solo incuria, abbandono e degrado. Preclusa per lunghi anni all’accesso e alla fruizione pubblica, dopo il recente sgombero (che fa parte di un più ampio programma di riqualificazione e recupero dell’area falcata) oggi questa zona si presenta come il primo momento di affaccio sul mare per chi proviene dalla città Quasi una terrazza naturale sospesa sul mare dello Stretto che abbraccia l’intero panorama da Capo d’Armi fino alla Lanterna del Montorsoli”.

“Questa porzione di territorio -aggiunge Olga Cannizzaro- oltre ad una posizione panoramica di notevole valore e suggestione, è interessante anche dal punto di vista storico e monumentale. Ancora oggi possiamo ammirare porzioni delle mura cinquecentesche. Se si sovrappongono le mappe comprese tra la metà dell’Ottocento e il 1909 a quelle più recenti, salta subito agli occhi come l’attuale avanzamento della costa (in tutte le rappresentazioni precedenti al terremoto le mura appaiono sulla riva e parallele alla stessa) si sia verificato dopo il terremoto del 1908. E sempre il sisma è responsabile del crollo del tratto di mura di connessione al bastione Don Blasco, dovuto forse a quell’abbassamento della Falce di cui parlano le cronache del tempo”.

Le due progettiste, gli architetti Olga Cannizzaro ed Elena La Spada

Tutti soddisfatti quindi, sia il Comune, sia la Elios Petroli, sia i progettisti. Un po’ meno entusiasta, almeno a leggere tra le righe, il neo presidente dell’Autorità Portuale Antonino De Simone. “A fine mese il progetto passerà in Comitato Portuale -dichiara. È un progetto che ho trovato e non si poteva fare diversamente. Il recupero di un’area degradata è sempre una cosa positiva, ma non ci saranno altre operazioni del genere perché qui ci vuole altro. Questa zona deve essere restituita al porto e dovrà essere un porto commerciale”.

Complessivamente l’area di intervento misura circa mq 5.720 e oltre al Parco Don Blasco comprende un parcheggio, l’ampliamento del punto vendita carburanti (quest’ultimo occuperà meno di un quinto dell’area totale) limitrofo all’ex campo Rom e una scarpata di consolidamento del versante sul mare.