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Papardo e posizioni organizzative, disco rosso della FP Cgil

Anche se è un ospedale, il Papardo ha più dirigenti amministrativi che medici. L’ultima infornata di 8 nuove posizioni organizzative (un escamotage per dare ruoli e remunerazioni da dirigente a chi dirigente non lo è)  ha letteralmente fatto saltare sulla sedia la FP Cgil, che è tornata alla carica chiedendo chiarezza e trasparenza al commissario del nosocomio Armando Caruso.

Sul banco degli imputati c’è la delibera 982 dell’11 luglio scorso, nella quale si legge che “il maggior impegno richiesto ai titolari delle posizioni organizzative già attive con un’assunzione di ancor più elevate responsabilità, per cui si ritiene opportuno elevare il valore economico confermando il personale che in atto esercita le relative funzioni con assunzione di specifiche responsabilità”.

Tradotto per chi ama la fluidità e l’eleganza della lingua italiana, significa che chi ricopre questi ruoli, in virtù del maggiore impegno previsto dai vertici dell’Azienda Ospedaliera Papardo-Piemonte, guadagnerà anche di più. Non male in un periodo di crisi e con un bilancio regionale messo a tappeto dalle spese della sanità.

“Siamo sempre stati sensibili e favorevoli alle innovazioni organizzative che rispondono sia ad esigenze di funzionalità che di riconoscimento e valorizzazione di professionalità -commenta Clara Crocè, segretario generale della FP Cgil- e in nessun modo intendiamo mettere in dubbio la grande professionalità dei titolari di posizione organizzativa individuati dall’Azienda. Però riteniamo opportuno precisare che in merito alle nuove posizioni organizzative, alla definizione contenuti dell’incarico leggiamo genericamente gestione attività infermieristiche. Può questo essere considerato un obiettivo valutabile? Per la gestione delle attività infermieristiche non esistono già i coordinatori infermieristici? Di fatto, ancora ad oggi, non sono stati assegnati gli obiettivi a questi professionisti, che non sanno quindi in quale ambito muoversi. Fatto questo, che  genera immensa confusione ed un notevole malumore fra il personale. Non comprendiamo quindi come mai, dopo oltre 2 mesi il management aziendale abbia completato l’organigramma aziendale individuando dei validi e titolati professionisti con la delibera 1256 del 21 settembre scorso, ma non sappia ancora quali compiti assegnare agli stessi”.

Clara Crocè, segretario generale della FP Cgil

Ancora una volta quindi, la FP Cgil chiede l’assegnazione  degli obiettivi a chi è titolare di una posizione orgnizzativa, facendo riferimento alla complessità dei compiti di coordinamento, applicando specifici indicatori di valutazione che consentano una valutazione obiettiva dei risultati con l’eventuale rinnovo dell’incarico stesso.

“Ci si deve svincolare dalla ormai obsoleta e sicuramente poco produttiva idea che una volta assegnato il ruolo è confermato a vita -aggiunge Clara Crocè. Criteri questi, già messi in atto da altre realtà sanitarie. Pretendiamo una effettiva rimodulazione delle vecchie posizioni organizzative per renderle effettivamente produttive ed oggettivamente valutabili, anche sulla scorta di queste dichiarate assunzioni di nuove responsabilità. Ci auguriamo di ricevere un riscontro immediato alle nostre richieste. Diversamente, sposteremo la discussione in altre sedi”.