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#Palermo. Violenza su minori, arrestata una 30enne

violenza_bambinoCon la condanna a 7 anni e 24 giorni si è messa la parola fine a una delle più raccapriccianti storie di violenza su minori degli ultimi anni.
La Polizia  ha  tratto in arresto una 30enne palermitana, in esecuzione di un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura della Repubblica di Palermo.

La donna è stata stata riconosciuta colpevole di svariati reati, quasi tutti a sfondo sessuale: violenza sessuale di gruppo, violenza sessuale aggravata, atti sessuali su minorenne e maltrattamenti in famiglia, in concorso e continuati.

“Nell’aprile del 2008, la Squadra Mobile accertò violenze sessuali di gruppo, compiute in pregiudizio di tre fratellini in una casa, abitata dalla donna arrestata, dal compagno e frequentata da altri familiari, alcuni dei quali autori degli abusi – spiegano dalla Squadra Mobile di Palermo. La vicenda fu connotata da raccapriccio e sgomento per il fatto che le vittime fossero legate ai componenti del gruppo da vincoli anche di stretta parentela: infatti, tra i carnefici dell’agghiacciante storia, anche la madre

delle tre vittime”.

Le indagini sono scattate dopo il racconto fatto da una delle vittime agli assistenti e ai responsabili del Servizio di Neuropsichiatria Infantile.

Dalla testimonianza delle vittime, riscontrata dagli investigatori, risultò che la casa della coppia di coniugi fosse, nel corso del tempo, luogo di abituale frequentazione per i piccoli e la madre e, soprattutto, teatro di giochi erotici spinti cui, nel migliore dei casi, i fratellini sarebbero stati costretti ad assistere. “Strumento di coinvolgimento per i minori ai giochi sessuali di gruppo sarebbe stato, tra l’altro, il gioco obbligo o verità, realizzato con la classica bottiglia che, a conclusione del suo giro, avrebbe stabilito il destinatario dell’abuso perpetrato dalla coppia di coniugi ed addirittura, in alcuni casi, anche dalla madre delle vittime” – aggiungono dalla Questura.

Gli indagati non si sarebbero limitati ai giochi sessuali ma, all’interno dell’abitazione, avrebbero anche fatto fumare marijuana alle vittime e, sempre in presenza dei minori, avrebbero visto film pornografici.

Le dichiarazioni delle vittime sono state vagliate da operatori e psicologi infantili che in conclusione ne hanno attestato l’attendibilità. Oggi, con la definitiva condanna della donna, un parziale epilogo a quei terribili abusi.