Palermo, tornano allo Stato 530 immobili confiscati alla mafia

Beni confiscati mafiaOltre 500 immobili confiscati alla mafia tornano allo Stato.

Stamane il prefetto Venanzio Postiglione, direttore dell’Agenzia Nazionale per la Gestione e destinazione dei sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, consegnerà a Palermo 530 beni. Presente alla cerimonia il ministro dell’Interno Angelino Alfano e il procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti.

Alfano affiderà ufficialmente al presidente della cooperativa Terramia, costituita da ex della Gruppo 6 GDO di Castelvetrano, azienda ormai fallita, strumenti, attrezzature e mezzi per avviare un’attività di imbottigliamento dell’olio di

oliva e di stagionatura dei formaggi.

Per la cerimonia è stato scelto un luogo simbolico, l’hotel San Paolo Palace in via Messina Marine, struttura confiscata a una famiglia mafiosa palermitana. I 530 immobili continueranno comunque a far parte del patrimonio dello Stato e destinati alla Questura di Palermo, all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza, al Tribunale di Palermo, all’Archivio Notarile dello Stato, alla Regione Sicilia, al Comune di Palermo e a numerosi altri della provincia.

Molte delle amministrazioni comunali utilizzeranno i locali assegnati come uffici, spendendo molto meno per gli affitti. “Lo Stato -spiegano dal Viminale- risparmierà anche sui costi per gli alloggi di servizio e per le strutture da adibire ai comandi, secondo le varie esigenze delle diverse Forze di Polizia”.

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Domenico Siracusano

Attore e osservatore dei fenomeni sociali e politici, scrive da quando i giornali di quartiere erano di carta e si credeva che un bell’articolo di analisi potesse smuovere le coscienze e forse le montagne. Nel 1997 fu il primo a parlare di casta e gettoni di presenza, beccandosi minorenne una querela, poi ritirata, da un consigliere di Quartiere. Affianca la scrittura all’organizzazione di viaggi con il CTS. Un giorno scriverà di luoghi e destinazioni lontane e sarà un inviato specialissimo.

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