#Palermo. Risolto il caso del tentato omicidio del 6 ottobre

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immagine di repertorio

La notte dello scorso 6 ottobre, un uomo, durante un tentativo di rapina, è stato colpito da tre colpi di pistola, dopo lunghe indagini finiscono in manette tre uomini.

Con l’operazione All inla Polizia di Stato ha risolto il giallo di una rapina finita male e sfociata nel tentato dell’uomo, avventore di una nota sala scommesse del centro.

L’episodio ha destato particolare clamore ed allarmismo nella cittadinanza anche perché è stato compiuto in una zona cittadina centralissima, a breve distanza da luoghi della movida giovanile.

I poliziotti dell’Antirapina di Palermo hanno così tratto in arresto Alessandro La Targia , 25enne di via Giancola, Alessandro Bertolino, 22enne di vicolo Cappellieri e Antonino Randazzo, 35enne di piazza Olivella. I provvedimenti sono stati disposti dal GIP del Tribunale di Palermo Maria Pino, su richiesta del Pubblico ministero Siro De Flammineis. Tutti gli arrestati dovranno rispondere dei reati di tentato omicidio, aggravato dai futili motivi, rapina aggravata, detenzione e porto  illegale di pistola.

“La notte dello scorso 6 ottobre, un uomo ed una donna, dopo aver trascorso la serata in una sala giochi di via Cavour, usciti dal locale, si avviano verso l’auto dell’uomo – spiegano dalla Questura di Palermo. I due, all’interno dell’abitacolo, sono raggiunti da due uomini. Uno dei due assalitori chiede all’uomo di consegnargli il borsello ma, prima ancora di farlo, è colpito da tre colpi d’arma da fuoco.
La vittima, ferita gravemente ma non mortalmente, raccontò ai poliziotti la versione dell’accaduto che è stata ampiamente confermata dalla donna e dalle numerose telecamere che hanno registrato quanto accaduto quella

notte”.

Grazie alle immagini delle telecamere,  i poliziotti hanno scoperto che il delitto era stato pensato e fosse maturato nella vicina zona della champagneria.

I poliziotti sono risaliti a Anes  Boukadida, tunisino di 46 anni, senza fissa dimora. L’uomo, assiduo frequentatore della zona era stato ripreso dalle telecamere la notte del delitto. Il tunisino è stato tratto in arresto l’8 ottobre 2014, due giorni dopo il tentato omicidio.

Ma le indagini sono continuate, incrociando le immagini fornite dalle numerose telecamere della zona con i dati provenienti dalle celle telefoniche. E solo così si è potuto risalire a Bertolino, La Targia e Randazzo.

Le fasi precedenti la rapina e quelle successive l’aggressione, sono state fissate dalle numerose telecamere che hanno ripreso un vero e proprio film dell’agguato.

Le immagini hanno immortalato i quattro incontrarsi più volte nei pressi dell pub di via Spinuzza, nella disponibilità di Bertolino, di fatto, base operativa dei malviventi e, presumibilmente, luogo sfruttato per la custodia dell’arma. Testa pensante del commando è risultato proprio Bertolino, che è stato immortalato mentre cede la pistola a La Targia, quest’ultimo incaricato di effettuare la rapina e cecchino della vittima.

La TargiaBoukadida sono i due componenti della banda avvicinatisi alla vittima, quando questa si trovava già in macchina, come fotografato dalle immagini.

Dalle riprese delle telecamere interne alla sala scommesse è risultato che Bertolino e Randazzo, qualche ora prima dell’agguato, avevano compiuto un blitz all’interno del locale e, fingendo di giocare ad una macchinetta, seduti a breve distanza dalle due vittime, ne hanno studiato i movimenti.

Avuta certezza della presenza dell’uomo, i due sono usciti dalla sala scommesse, hanno incontrato i due complici e con loro hanno limato gli ultimi dettagli dell’agguato che, solo per pura casualità e comunque, per cause indipendenti dalla volontà degli assalitori, non ha prodotto tragiche conseguenze.


Giuseppe Marino

Laureato in Giornalismo all'Università degli studi di Messina. Si occupa a tutto campo della sezione sportiva di Sicilians, con un occhio di riguardo verso il calcio nostrano. Vi racconterà di tutto e di più sull'ACR Messina e sul panorama sportivo regionale.

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