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Palermo, la monnezza e i cinguettii politici

Leoluca Orlando

Quello che una volta chiamavamo cancelletto, oggi è un hashtag. Ha perso la sua valenza di simbolo di punteggiatura, anche se poco usato, ed è diventato la chiave di accesso al libero scambio di pensieri, opinioni ed iniziative sulla community più esclusiva della rete, Twitter. L’hashtag, seguito da una parola chiave, individua dunque i temi caldi, i trend: opportunamente usato, consente di far confluire il proprio “twitt”, nel più ampio dibattito cibernetico generale. Capita dunque che il tuo cinguettio possa essere affiancato talvolta anche a quello di eminenti personaggi. Tu li leggi, loro ti leggono, senza impegno e senza coinvolgimento. Se lavori con la notizia, se fai la notizia, se sei la notizia ma non sei su Twitter, sei out, dicono. Ufficiale o ufficioso, il cinguettio diretto o rubato sembra essere assurto a fonte certa ed informata per eccellenza. La misura della diffusione di questo social network nei settori chiave quali politica, giornalismo ed opinione a 360° gradi, la dà certamente la costanza di attori, showmen, uomini politici, giornalisti, editori, varie ed eventuali, che giornalmente cinguettano pensieri ed opinioni rigorosamente a titolo personale, come si può leggere nei relativi account.

Anche e soprattutto la politica, dunque, si uniforma al trend, e tenta di essere smart. Partiti e segretari non mancano di digitare, in 140 caratteri, il dicibile e l’indicibile. Esemplare, e molto divertente da seguire, la campagna elettorale palermitana, che vede i principali contendenti alla poltrona di Sindaco (Ferrandelli, Orlando, Costa, Aricò, Caronia, Dragotto, Nuti e Basile) cinguettare scrupolosamente ogni singolo passo della propria campagna elettorale. Assente il candidato Antonio Pappalardo.

Così, siamo andati a spulciare i profili Twitter dei candidati ed abbiamo tentato di ricostruire i loro programmi attraverso pochi ma significativi twitt.

1) Fabrizio Ferrandelli, on line come @Ferrandelli.

Sulla candidatura di Orlando, che ha spaccato il fronte del centro sinistra provocando una intensa crisi interna al partito, così commenta: “Oggi è il giorno della sfida! ACCETTO: Libereremo Palermo anche dalla prepotenza, arroganza di Orlando!”

Sulla richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa di Raffaele Lombardo: “La Sicilia non può permettersi un altro presidente della Regione rinviato a giudizio per mafia.”

Programma, proposte e strategie per Palermo: “Istituiremo l’assessorato al FUTURO: bambini, adolescenti, scuole con tempo pieno, laboratori, servizi sportivi, e…”, “Green economy: con l’installazione dei pannelli solari si creano 700 posti di lavoro”, “Politiche giovanili: wi-fi libero, co-working dedicato allo start up delle nuove associazioni e cooperative”. Hashtag più usato? #palermo.

2) Alessandro Aricò, on line come @AlessandArico.

Su Lombardo: “Abbiamo apprezzato il fatto che @r_lombardo qualora verrà rinviato a giudizio lascerà l’incarico”.

Programma, proposte e strategie per Palermo: “Trasparenza sui costi delle campagne elettorali e sulla provenienza delle risorse. Io mostrerò le mie spese”, “Rendere Palermo una destinazione turistica di rilievo, a cominciare dalla carta del turista”, “Bisogna creare una holding per il rilancio delle società partecipate”, “Abbiamo bisogno dell’Università. Qualora sarò sindaco darò un assessorato all’università in rappresentanza del sistema universitario”. Non usa hashtag.

3) Leoluca Orlando, on line come @LeolucaOrlando1.

Sulla sua candidatura in opposizione a quella di Ferrandelli, candidato dell’area di centro-sinistra: “Mentre i leader politici di Palermo si nascondono dietro il volto

di giovani candidati io ho sentito il doveri di metterci la faccia”.

Su Lombardo: “Lombardo deve dimettersi immediatamente”.

Programma, proposte e strategie per Palermo: “Bisogna attingere ai fondi europei mai chiesti e mai ottenuti. Palermo aveva un rating tripla A che le consentiva di non dover elemosinare”, “Voglio candidare Palermo a capitale europea della cultura nel 2019 i palermitani devono tornare ad esserne orgogliosi”, “Centro chiuso al traffico e mezzi pubblici e convenzioni con i taxi il fine settimana”. Hashtag più usati #palermo #openpalermo.

4) Massimo Costa, on line come @Massimo_Costa, più attivo il profilo @Cost2Costa.

I suoi twitt sono sporadici. Più che altro comunicazioni di servizio. Poche le esternazioni: “Si guardi ai fondi comunitari. Faremo di Palermo un brand”, “Da sindaco fornirò strumenti e risorse alla città affinché sia Palermo la capitale della cultura europea nel 2019”. Hashtag più usato #opencosta, #openpalermo.

5) Marianna Caronia, on line come @mariannacaronia.

Programmi, proposte e strategie per Palermo: “E’ segno di cultura, di una nuova cultura, anche che una donna si candidi a guidare la quinta città d’Italia senza che questo desti scandalo”, “Individuerò linee di finanziamento che ci consentano di dare vita alle iniziative culturali senza sterili enunciazioni di principio”, “Riorganizzazione dei servizi sociali e dell’assistenza domiciliare”. Non usa hashtag.

6) Gioacchino Basile, on line come @GioacchinoBasil.

Sulla candidatura di Orlando: “Orlando il sindaco lo sa fare…per ora mi mordo la lingua..per ora!”.

Programmi, proposte e strategie per Palermo: “E’ ora di finirla con l’antimafia parolaia, il cui campione principale cerca ancora, senza vergogna, sempre nuove, improbabili primavere”. Non usa hastag.

7) Tommaso Dragotto, on line come @TommasoDragotto.

Programmi, proposte e strategie per Palermo: “Se diventerò sindaco di Palermo, ci sarà l’assessorato alla Diaspora siciliana”, “Difficile che il politico non sia comandato, anche solo dal voto indicato dal partito in consiglio comunale. Io resto un industriale”, “Una holding per le municipalizzate salverebbe tutti i dipendenti”. Non usa hashtag.

8) Riccardo Nuti, on line come @Riccardo_Nuti.

Su Lombardo: “Caso Lombardo: la politica siciliana è in mano a personaggi che di pulizia hanno ben poco”.

Sulla candidatura di Orlando: “Vorrei sapere parlare l’aramaico come Leoluca Orlando per e dirvi che non se ne può più di questi vecchi e nuovi volponi della politica…”.

Programmi, proposte e strategie per Palermo: “No al consumo del territorio, sì alla bioedilizia e bioarchitettura”, “Assessori a progetto: assessori la cui nomina è legata alla realizzazione di un progetto. Se non lo attuano verranno revocati”, “Le parole da attuare sono: Pianificazione, continuità, controllo, trasparenza, volontà politica, credibilità e persone”. Gli hashtag più usati sono #elepa #openpa.

9) Antonio Pappalardo non ci risulta essere su Twitter con un account, solo qualche hashtag che lo riguarda: #pappalardo. Ma trattasi molto spesso di sfottò.

In mezzo a questa guerra telematica, combattuta a colpi di pagine facebook, twitter, blog, manifesti elettorali giganti, pose plastiche e quant’altro, la città di Palermo, però, continua a vivere il dramma: la spazzatura straborda dai cassonetti, i lavoratori protestano (sui tetti e sotto), la gente è confusa e non sa chi votare, perché tanto “della città e di noi palermitani non gliene frega niente a nessuno”, o con più convinzione “noi il voto ce lo diamo al sinnaco ollainno (Orlando, ndr)”.

Tra cumuli di monnezza e manifesti elettorali di dubbio gusto estetico che tappezzano la città, Palermo attende gli esiti di questa tornata elettorale.

Elezioni? #beautifulgarbage.